Oggi è la Giornata della Felicità: cosa significa e perché si celebra
L’Onu celebra il diritto universale alla gioia nel giorno dell’equinozio di primavera per promuovere uno sviluppo equo e sostenibile
L’equinozio di primavera di oggi inaugura ufficialmente la stagione del rinnovamento e della fioritura globale. Oltre al consueto cambio stagionale, questo venerdì 20 marzo segna la celebrazione della Giornata Internazionale della Felicità, una ricorrenza che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito ufficialmente nel 2012. Attraverso la risoluzione 66/281, la comunità internazionale ha scelto di riconoscere il benessere umano come un obiettivo fondamentale che deve guidare le scelte politiche di ogni nazione.
La scelta del 20 marzo non è assolutamente casuale poiché la coincidenza con il primo giorno di primavera richiama simbolicamente un senso di rinascita e speranza condivisa. Dietro questa importante iniziativa si nasconde la storia toccante di Jayme Illien, ex orfano di Calcutta e consigliere speciale dell’Onu, che ha lottato per trasformare la felicità in un diritto universale. Il Bhutan ha poi dato l’impulso decisivo a questa visione dopo aver sostituito, fin dai primi anni settanta, il classico Prodotto Interno Lordo con l’innovativo indice della Felicità Nazionale Lorda.
Questa visione trasforma la ricerca del benessere in un impegno collettivo che passa necessariamente attraverso la tutela del pianeta e una crescita economica finalmente più equa. Le autorità sottolineano che la pace e la stabilità globale dipendono direttamente dalla capacità dei governi di garantire una qualità della vita dignitosa a ogni singolo cittadino.
Una missione che va ben oltre la semplice celebrazione simbolica o la condivisione di messaggi positivi sui social media. L’obiettivo concreto della ricorrenza risiede nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica affinché le politiche pubbliche favoriscano realmente il compimento delle aspirazioni individuali e collettive. Celebrare questa giornata significa riflettere su come la gentilezza e la solidarietà possano diventare strumenti pratici per costruire società più resilienti e profondamente umane.
Oggi le scuole e le comunità locali organizzano laboratori creativi e momenti di aggregazione per educare le nuove generazioni al valore dell’empatia e del confronto. Ogni piccolo gesto di cortesia quotidiana contribuisce a alimentare un movimento globale che vede nella felicità un motore di cambiamento per un futuro più sostenibile. Siate gentili, siate felici.
A cura di Dario Lessa
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