Paraguay nel caos, i conti correnti sono congelati: si dimette Peña dopo il crac di Ueno Bank

Il crollo di Ueno Bank paralizza il Paraguay con tre milioni di conti congelati e spinge il presidente Santiago Peña alle dimissioni per evitare l'impeachment

by Dario Lessa
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Paraguay nel caos, i conti correnti sono congelati: si dimette Peña dopo il crac di Ueno Bank

Il crollo di Ueno Bank paralizza il Paraguay con tre milioni di conti congelati e spinge il presidente Santiago Peña alle dimissioni per evitare l’impeachment

La Repubblica del Paraguay si risveglia in un vortice di profonda instabilità politica ed economica dopo il drammatico tracollo di Ueno Bank, un istituto finanziario strettamente legato ai vertici dello Stato. Il presidente della nazione Santiago Peña ha annunciato le proprie dimissioni tramite un messaggio ufficiale pubblicato sulla piattaforma X, tentando in extremis di arginare una crisi istituzionale senza precedenti. Questa decisione arriva dritta mentre l’opposizione e persino il Partito Colorado, la forza politica di governo che ha sostenuto l’esecutivo, si compattavano per avviare la procedura di impeachment. Il collasso della banca ha letteralmente paralizzato il Paese, bloccando l’accesso ai risparmi di quasi tre milioni di persone su una popolazione complessiva di 6,1 milioni di abitanti, pari a oltre il sessanta percento degli adulti residenti.

Una gravissima assenza di capitale

La miccia che ha fatto esplodere la protesta popolare è stata accesa lo scorso 2 novembre, data in cui la Banca Centrale del Paraguay ha ufficialmente commissariato l’istituto a causa di una gravissima assenza di capitale. Gli ispettori finanziari hanno scoperto che le riserve della banca erano scese a meno della metà del livello minimo imposto per legge, rendendo impossibile garantire la sicurezza dei depositi. Ueno Bank non rappresentava una banca qualunque nel panorama sudamericano, ma godeva di una vicinanza notevole con lo stesso Peña, il quale aveva ricoperto ruoli di rilievo come dirigente e azionista del gruppo finanziario di riferimento prima di assumere la guida del Paese. La situazione si è ulteriormente aggravata quando è emerso che l’Istituto di previdenza sociale aveva investito circa 380 milioni di dollari nella struttura bancaria, mettendo a rischio la stabilità economica di oltre trentaduemila pensionati.

Immunità parlamentare

Il passo indietro di Peña prima che il Parlamento votasse la destituzione formale risponde a una precisa strategia politica consentita dalla Costituzione paraguayana. Dimettendosi spontaneamente, l’ex presidente accede automaticamente alla carica di senatore a vita, acquisendo così l’immunità parlamentare che lo mette al riparo dai processi giudiziari ordinari. La legge stabilisce infatti che l’immunità decada soltanto in caso di rimozione formale tramite impeachment, mentre la revoca della protezione per un senatore a vita richiede l’approvazione bulgara di due terzi del Senato. Nel frattempo, la magistratura locale ha emesso otto ordini di cattura nei confronti di altrettanti alti dirigenti della banca fallita, mentre Carlos Carvallo, presidente della Banca Centrale ed ex figura chiave di Ueno, ha rassegnato le proprie dimissioni tra le crescenti polemiche sui conflitti di interesse.

Per fronteggiare l’emergenza sociale, la Banca Centrale ha annunciato un piano di rimborso parziale che coprirà fino a un massimo di 228,3 milioni di guaranì paraguaiani per ciascun correntista, equivalenti a circa trentaquattro mila euro. Tale misura dovrebbe soddisfare le esigenze del 97% della clientela al dettaglio, lasciando tuttavia senza copertura integrale i patrimoni più consistenti e alimentando il timore di un collasso sistemico generalizzato. Nelle piazze della capitale i cittadini continuano a manifestare apertamente contro la gestione opaca dei fondi pubblici e dei risparmi di una vita, mentre le autorità accelerano le verifiche contabili per trasferire i depositi superstiti verso altri istituti bancari ritenuti solidi.

A cura di Dario Lessa

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