Piazza Affari, chi sono gli italiani più ricchi del 2025?
Il vero Paperone è lo Stato: il Tesoro guida la classifica con 81 miliardi, davanti a grandi dinastie industriali
Quando si parla di grandi patrimoni in Borsa, l’immaginario corre subito ai nomi storici dell’imprenditoria italiana: famiglie industriali che hanno costruito fortune attraverso aziende diventate colossi globali. Eppure, anche nel 2025, il primo azionista d’Italia non è un privato ma lo Stato. Con una quota azionaria complessiva pari a circa 81 miliardi di euro, il Tesoro continua a essere il dominus di Piazza Affari, nonostante l’alleggerimento sulla partecipazione in Mps e la progressiva riduzione di presenze dirette nel capitale delle banche.
Il portafoglio pubblico rimane infatti fortemente concentrato su campioni nazionali strategici. Da Eni a Enel, passando per Leonardo e Poste Italiane, il valore delle partecipazioni statali non solo regge ma beneficia delle dinamiche di mercato che premiano le utility energetiche e le società infrastrutturali. Un tesoro, in senso letterale, che alimenta dividendi miliardari e garantisce al Paese un ruolo da protagonista nella governance delle imprese chiave.
Dietro al primato statale, la graduatoria dei privati conferma il peso delle grandi dinastie industriali. Al primo posto ci sono gli eredi di Leonardo Del Vecchio, custodi dell’impero EssilorLuxottica, che capitalizza ancora sulle sinergie globali del gruppo leader nell’occhialeria di lusso. Subito dopo si collocano i Rocca, con Tenaris, multinazionale dell’acciaio tubolare che cavalca la ripresa del settore energetico e le nuove esigenze legate alle infrastrutture. Al terzo gradino del podio si piazza la galassia Elkann-Agnelli, attraverso Exor e Stellantis, che continua a giocare un ruolo centrale non solo nell’automotive ma anche nella finanza e nei media internazionali.
La classifica dei “Paperoni” di Borsa 2025
- Stato Italiano (Tesoro): 81 miliardi di euro in partecipazioni (Eni, Enel, Leonardo, Poste)
- Eredi Del Vecchio: circa 30 miliardi con EssilorLuxottica
- Famiglia Rocca: oltre 20 miliardi grazie a Tenaris
- Elkann-Agnelli: circa 15 miliardi con Exor e Stellantis
- Altri grandi gruppi familiari: seguono a distanza i Berlusconi con MediaForEurope, i Benetton con Atlantia-Edizione e i Caltagirone, protagonisti nel settore delle costruzioni e della finanza.
La classifica dei più ricchi di Piazza Affari diventa così un ritratto composito del capitalismo italiano: lo Stato, ancora protagonista insostituibile grazie a quote azionarie in società strategiche e i grandi gruppi familiari, che rappresentano continuità e capacità di adattamento in scenari globali sempre più complessi. La combinazione di queste due anime, pubblica e privata, racconta non solo chi detiene la ricchezza, ma anche chi orienta il futuro industriale del Paese.
A cura di Dario Lessa
Leggi anche: Rendite di posizione e spiagge vuote, i “mea culpa” mancati di balneari e governi
Seguici su Facebook e Instagram!