Più giovani, meno divari: chi guadagna davvero nei board?
Crescono le retribuzioni dei consiglieri più giovani e si riduce, seppur lentamente, il divario di genere, mentre l’equilibrio tra esperienza e rinnovamento prende forma nei consigli italiani
Crescita delle retribuzioni e ricambio generazionale
Negli ultimi cinque anni, i compensi destinati ai consiglieri con meno di settant’anni registrano un aumento significativo pari al 25%, un dato che risulta quasi doppio rispetto alla crescita osservata tra i membri over-70, ferma al 13%. Questo andamento segnala una trasformazione concreta nella composizione dei consigli di amministrazione, dove emerge con maggiore evidenza il contributo delle generazioni più giovani.
L’incremento generale delle remunerazioni nel settore finanziario italiano raggiunge circa il 17% tra il 2019 e il 2024. Questo sviluppo riflette il ruolo sempre più centrale dei Board nella definizione e supervisione delle strategie aziendali, insieme a un aumento delle competenze richieste e del tempo che i consiglieri dedicano alle loro responsabilità, sempre più articolate e complesse.
Nonostante ciò, il divario tra le diverse fasce d’età rimane rilevante. I consiglieri over-70 continuano a percepire compensi superiori del 57% rispetto agli under-70 e addirittura del 108% rispetto agli under-50. Allo stesso tempo, gli under-70 guadagnano il 36% in meno rispetto ai profili più senior, mentre i più giovani registrano una differenza che supera il 50%. Questa dinamica si lega anche al fatto che le posizioni apicali restano prevalentemente nelle mani delle generazioni più esperte.
Il confronto con il contesto europeo
Nel panorama europeo, la situazione segue una traiettoria diversa. Tra il 2020 e il 2024, il divario retributivo tra over e under-70 aumenta leggermente, passando dal 22% al 24%. Questo dato conferma una maggiore rigidità nelle strutture dei board europei, dove le differenze legate all’età persistono con più forza rispetto al contesto italiano.
Miglioramenti nel gender pay gap
Parallelamente, l’Italia mostra segnali incoraggianti anche sul fronte della parità di genere. Nel 2024, le consigliere percepiscono ancora il 30% in meno rispetto ai colleghi uomini, ma il dato migliora rispetto al 2019, indicando un progressivo avvicinamento.
La distanza varia però in base all’età: tra gli over-70 raggiunge il 39%, scende al 21% tra gli under-70 e diventa addirittura negativa tra gli under-50 (-20%). Questo elemento suggerisce una possibile inversione di tendenza nelle generazioni più giovani, dove le donne iniziano a ottenere riconoscimenti economici superiori.
Le opinioni degli esperti
Secondo Massimo Testa, “la riduzione della distanza retributiva tra le diverse fasce d’età indica un’evoluzione nelle dinamiche di governance, con una crescente attenzione alla complementarità delle competenze. L’incremento del 25% registrato dai consiglieri under-70 testimonia un riconoscimento sempre più esplicito del ruolo che le generazioni intermedie svolgono nell’accompagnare le trasformazioni strategiche, pur mantenendo un equilibrio con l’esperienza maturata dai profili più senior”.
Anche Luca Galli evidenzia criticità e prospettive: “i progressi registrati sul gender pay gap sono un segnale positivo, ma ancora insufficiente. Le differenze più marcate si concentrano nelle fasce d’età più mature e nei ruoli apicali. La valorizzazione delle competenze emergenti, in particolare nelle aree tecnologiche e legate alla sostenibilità, sarà un elemento determinante per favorire un riequilibrio più duraturo”.
Un sistema in trasformazione
Nel complesso, il sistema italiano si muove verso un cambiamento strutturale nella composizione dei Board e nei criteri di remunerazione. L’equilibrio tra esperienza consolidata, ricambio generazionale e diversificazione delle competenze emerge come fattore decisivo per garantire consigli di amministrazione più efficaci, dinamici e capaci di esercitare una supervisione strategica sempre più incisiva sull’operato dei CEO e del top management.
A cura di Nora Taylor
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