Ponte sullo Stretto: salta tutto? Cosa succede

Alt della Corte dei Conti sul ponte sullo stretto Il no al visto di legittimità sulla delibera Cipess accende la polemica tra magistrati contabili e Governo

by Davide Cannata
0

La Corte dei Conti ha impresso un brusco stop all’iter amministrativo del ponte sullo Stretto di Messina, negando il visto di legittimità alla delibera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) che impegnava i fondi per l’opera. Il pronunciamento, di natura prettamente tecnica, rappresenta un ostacolo non indifferente per l’infrastruttura simbolo del Governo, scatenando un’immediata e aspra reazione da parte dell’esecutivo.

La Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, al termine della Camera di consiglio, ha deciso di non ammettere al visto e alla conseguente registrazione la Delibera Cipess n. 41/2025. Questa delibera era fondamentale, in quanto approvava il progetto definitivo e assegnava le risorse finanziarie necessarie, pari a miliardi di euro.

L’atto dei giudici contabili non blocca l’opera in modo definitivo, ma ne sospende l’efficacia amministrativa fino a quando le criticità sollevate non saranno risolte o fino a una eventuale forzatura politica del Governo. Le motivazioni complete della Corte saranno rese note con un’apposita deliberazione entro trenta giorni, ma le anticipazioni indicano che il no è maturato in seguito a diversi rilievi già sollevati in precedenza, ritenuti non sufficientemente chiariti dai ministeri competenti. Le riserve riguarderebbero la copertura economica, l’attendibilità delle stime sul traffico (e dunque la sostenibilità dell’investimento), la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali e antisismiche, oltre a dubbi sulla procedura d’urgenza adottata e sulla competenza del Cipess. Già a settembre, l’organo aveva chiesto ulteriori dettagli su svariati aspetti procedurali e finanziari.

Le reazioni furiose del Governo

La decisione ha innescato una vera e propria battaglia politica e istituzionale. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha reagito con veemenza: “La mancata registrazione… è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento.” La premier ha descritto il gesto come “un’intollerabile invadenza” e ha annunciato che la risposta più adeguata sarà l’accelerazione della riforma costituzionale della giustizia e della riforma della Corte dei Conti stesse, in discussione al Senato, per arginare quello che l’esecutivo percepisce come un eccesso di potere giudiziario.

Sulla stessa linea d’onda si è espresso il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, strenuo promotore del Ponte. “La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico.” Salvini ha ribadito la ferma volontà di proseguire: “Non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti.”

Anche il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è dichiarato “esterrefatto” e ha definito la decisione “inammissibile”. L’Amministratore Delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, si è detto “sorpreso dalla decisione”, garantendo di aver “agito in pieno rispetto delle norme”.

Lo stop imposto dalla Corte dei Conti costringe ora il Governo a trovare una via d’uscita per non far naufragare il progetto. L’esecutivo ha la possibilità di riportare la delibera in Consiglio dei Ministri per riapprovarla, eventualmente con modifiche o nuove coperture, o di tentare la registrazione con riserva presso la Corte stessa, trasferendo in ultima istanza la responsabilità della decisione finale al Parlamento.

Nel frattempo, le associazioni No Ponte esultano: “Niente visto, niente Ponte. Il progetto si ferma, e si spera definitivamente.” La vicenda si configura come un classico scontro tra l’azione politica del Governo e la funzione di controllo tecnico e contabile degli organi dello Stato, che si intreccia inevitabilmente con il dibattito sulle riforme della giustizia in corso.

A cura di Dario Lessa

 

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!