Poste Italiane lancia l’OPAS per l’acquisto di TIM

Lo Stato diventa azionista di maggioranza in un'operazione da oltre dieci miliardi di euro per la sovranità digitale del Paese

by Dario Lessa
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Poste Italiane lancia l’OPAS per l’acquisto di TIM

Lo Stato diventa azionista di maggioranza in un’operazione da oltre dieci miliardi di euro per la sovranità digitale del Paese

Il panorama industriale italiano vive oggi una svolta storica: la decisione ufficiale del Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane di acquisire l’intero capitale di Telecom Italia. Questa imponente operazione finanziaria si configurerà come un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio totalitaria volta a integrare due pilastri fondamentali dell’economia nazionale entro la fine del 2026. Il progetto industriale mira esplicitamente alla revoca della quotazione delle azioni TIM dal listino Euronext Milan per dare vita a un gruppo infrastrutturale unico e profondamente integrato.

Il corrispettivo complessivo dell’offerta mette sul piatto circa 10,8 miliardi di euro proponendo agli azionisti una combinazione mista di liquidità e nuovi titoli azionari del gruppo postale. Gli investitori riceveranno infatti una componente in denaro pari a 0,167 euro per ogni azione TIM insieme a una quota di 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane. Tale proposta esprime una valorizzazione unitaria di 0,635 euro per ciascun titolo della compagnia telefonica e garantisce un premio del 9,01% rispetto ai prezzi di borsa dello scorso 20 marzo.

L’assetto proprietario risultante vedrà lo Stato Italiano come azionista di maggioranza assoluta superando la soglia del 50% del capitale anche attraverso il ruolo strategico di Cassa Depositi e Prestiti. Questa governance stabile assicurerà un mandato strategico di lungo periodo orientato alla creazione di valore sostenibile e a un forte allineamento degli interessi tra pubblico e privato. La nuova compagine sociale intende sostenere performance competitive durature garantendo al contempo rendimenti costanti per tutti i soci che aderiranno a questa ambiziosa visione industriale.

La fusione genererà un colosso con ricavi aggregati vicini ai 27 miliardi di euro e una forza lavoro imponente che supererà le 150 mila unità su tutto il territorio. Il nuovo polo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa d’Italia unendo il più capillare network distributivo fisico alle reti fisse e mobili di scala nazionale. Questa integrazione permetterà di potenziare i servizi cloud e i data center nazionali offrendo una connettività sicura e sovrana in linea con le recenti indicazioni della Commissione Europea.

L’operazione promette sinergie di costi e ricavi stimate in circa 0,7 miliardi di euro annui grazie alla perfetta complementarità dei servizi offerti dalle due grandi realtà aziendali. Il gruppo combinato beneficerà di un mix di attività capace di generare una solida cassa operativa supportata da ampie riserve patrimoniali distribuibili nel tempo. 

A cura di Dario Lessa
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