Salute, record di viaggi per curarsi: spesi 5 miliardi
Il report della Fondazione Gimbe fotografa un’Italia spaccata dove un euro su due finisce nelle casse della sanità privata
La fotografia scattata dall’ultimo report della Fondazione Gimbe, presentato per il suo trentennale, descrive un’Italia in cui il diritto alla salute dipende sempre più dal codice postale di residenza. Nel corso del 2023, la spesa per la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, segnando un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Questo dato testimonia il flusso inarrestabile di migliaia di cittadini che varcano i confini regionali per ricevere assistenza medica.
Un’Italia spaccata tra Nord e Sud
Il fenomeno del turismo sanitario evidenzia una frattura profonda tra il Nord e il Sud della penisola, con dinamiche che ormai sembrano strutturali. Mentre le regioni settentrionali scambiano spesso pazienti tra territori limitrofi, il Meridione vive una vera e propria fuga unidirezionale verso le eccellenze di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Queste tre regioni, infatti, incassano quasi la metà dell’intero valore della mobilità attiva nazionale, confermandosi come i principali poli attrattivi per chi cerca cure specialistiche di alto livello.
“La migrazione sanitaria tra regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale”, ha sottolineato con forza Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Secondo l’esperto, questo spostamento di massa rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono purtroppo costretti a muoversi per necessità. I report finanziari confermano questa analisi, mostrando come la Calabria e la Campania soffrano passivi pesantissimi, mentre la Lombardia mantiene un attivo superiore ai 600 milioni di euro.
Il peso della sanità privata
Un aspetto inedito e rilevante riguarda il ruolo crescente dei privati convenzionati, che oggi incassano oltre la metà dei fondi destinati alle prestazioni specialistiche fuori regione. Nel 2023, le strutture private hanno ricevuto circa 1.966 milioni di euro, superando nettamente i 1.643 milioni incassati dagli ospedali pubblici per le medesime prestazioni. In territori come il Molise e la Lombardia, la capacità attrattiva del privato convenzionato supera addirittura il 70%, drenando risorse preziose che faticano a rientrare nel circuito pubblico locale.
La necessità del viaggio terapeutico
Dietro questi dati economici si nasconde la realtà quotidiana di pazienti che affrontano viaggi lunghi e costosi per poter esercitare un diritto che dovrebbe essere garantito ovunque. “Curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, ha ribadito Cartabellotta spiegando che l’offerta dei servizi non è omogenea. Quando miliardi di euro convergono verso poche zone, il principio di equità del Servizio Sanitario Nazionale vacilla, lasciando intere popolazioni in una condizione di oggettivo svantaggio terapeutico.
Di Dario Lessa
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