Spiagge senza bagnini: il turismo italiano rischia il blocco

La carenza di assistenti bagnanti minaccia la sicurezza e l'economia dei nostri stabilimenti balneari in vista dell'imminente stagione estiva

by Dario Lessa
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L’estate italiana si avvicina e gli stabilimenti del nostro Paese rischiano la paralisi operativa a causa della drammatica mancanza di lavoratori stagionali e soprattutto di assistenti bagnanti qualificati. Le associazioni di categoria lanciano un allarme rosso che unisce le preoccupazioni economiche a quelle stringenti sulla sicurezza dei bagnanti. Senza questa figura fondamentale la legge vieta l’apertura delle strutture, mettendo a rischio un settore che contribuisce in modo decisivo al Prodotto Interno Lordo nazionale.

I dati demografici spiegano una parte consistente del problema, dato che la popolazione giovanile italiana tra i 18 e i 25 anni è diminuita del 15% nell’ultimo decennio. I pochi giovani disponibili tendono a preferire occupazioni di tipo continuativo, rifiutando l’idea di sacrificare i mesi estivi mentre i propri coetanei si divertono in vacanza. All’interno del turismo stagionale si registra inoltre una forte concorrenza tra le diverse mansioni, con una netta preferenza per i ruoli nella ristorazione. Un cameriere può incrementare lo stipendio base del 30% grazie alle mance, mentre sul bagnino pesa una responsabilità civile e penale enorme.

Secondo i sindacati il nodo principale non è comunque di natura retributiva, poiché i contratti nazionali prevedono stipendi medi mensili netti superiori a 1.600 euro. Il problema reale risiede nella totale mancanza di incentivi fiscali e normativi capaci di rendere attrattiva una professione che svolge una evidente funzione di interesse pubblico. I numeri dell’Istituto Superiore di Sanità confermano la gravità della situazione, registrando in Italia circa 350 decessi per annegamento ogni anno. Il report evidenzia come nelle spiagge libere si verifichi il doppio degli annegamenti rispetto agli stabilimenti gestiti che garantiscono un presidio costante.

L’assistente bagnanti moderno è un professionista specializzato che deve superare corsi di formazione di almeno 100 ore prima di ottenere l’abilitazione dalle Capitanerie di Porto. Per colmare i vuoti organici gli imprenditori balneari tentano ora di reclutare circa 5.000 lavoratori stranieri, scontrandosi però con tempi burocratici che superano spesso i 90 giorni. Le associazioni propongono da tempo di introdurre un titolo di preferenza nei concorsi pubblici per chi svolge questa attività, ma l’esecutivo non ha ancora dato risposte concrete.

La situazione attuale è peggiorata anche a causa del recente Decreto Ministeriale 85 del 2024, una riforma del settore fortemente criticata dagli operatori balneari italiani. La nuova disciplina ha centralizzato il sistema autorizzativo, provocando un crollo del 40% nel rilascio dei nuovi brevetti e un aumento dei costi formativi del 25%. Il decreto ha inoltre innalzato a 18 anni l’età minima per lavorare, escludendo una platea di circa 3.000 minorenni che storicamente garantivano la copertura dei mesi di luglio e agosto. Molti comuni costieri si vedono oggi costretti a emanare deroghe d’urgenza per consentire ai diciassettenni di sorvegliare i litorali e salvare le imprese dal fallimento.

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