Transizione 5.0, Biffi segnala stop improvviso alle risorse

Un segnale preoccupante per le imprese italiane

by Gabriele Marchioro
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Milano, 8 novembre 2025 – “La comunicazione improvvisa, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, relativamente all’esaurimento delle risorse legate a Transizione 5.0, rappresenta un deludente segnale di incoerenza rispetto alla volontà dichiarata di sostenere lo sforzo delle imprese”, ha affermato il Presidente di Alvise Biffi. La notizia ha colto molte aziende di sorpresa, creando un clima di incertezza in un periodo già complesso per l’economia nazionale.

Le conseguenze della chiusura inattesa

Secondo Biffi, la decisione penalizza le imprese che avevano pianificato investimenti nell’ambito di Transizione 5.0, affidandosi alle regole stabilite dal Ministero. “Assistiamo a un ulteriore fattore di incertezza che mette a rischio progetti già avviati”, ha spiegato, sottolineando come molte aziende si siano inizialmente confrontate con regole poco chiare e ora si trovino a dover affrontare una chiusura improvvisa, contraria alla necessaria programmazione degli investimenti anticiclici.

La sfida della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale

“Le imprese puntano a cogliere la grande sfida legata all’intelligenza artificiale e alla trasformazione digitale, ma decisioni come questa rischiano di rallentare il processo”, ha aggiunto Alvise Biffi. La chiusura inattesa arriva in un momento in cui molte aziende investono risorse significative in progetti di innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi e automazione.

Politiche industriali stabili e coordinate

Il Presidente di Assolombarda ha ribadito l’importanza di politiche industriali chiare e continue. “Le imprese invocano ormai da tempo politiche industriali stabili, coordinate e accessibili, non misure a intermittenza”, ha sottolineato. L’obiettivo, secondo Biffi, deve essere garantire continuità e trasparenza, consentendo al sistema produttivo italiano di sfruttare appieno le proprie capacità e potenzialità.

Un appello alla coerenza del Ministero

“Questa scelta del Mimit rappresenta un passo indietro rispetto alle aspettative delle imprese”, ha concluso Alvise Biffi, invitando il Governo a rivedere la decisione e a confermare il supporto concreto alle aziende. Secondo il Presidente, il mercato ha bisogno di segnali chiari e coerenti per poter pianificare e investire con fiducia, soprattutto in settori strategici come la transizione digitale e l’innovazione tecnologica.

A cura di Gabriele Marchioro

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