Violata la tregua: cosa succede ora a Gaza?

Nuova escalation di violenza a Gaza, oltre 100 vittime civili Bombardamenti nonostante il "cessate il fuoco" annunciato. La comunità internazionale divisa, con la mossa di Israele sui prigionieri palestinesi che solleva polemiche

by Davide Cannata
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Violata la tregua: cosa succede ora a Gaza?

Violata la tregua: nuova escalation di violenza a Gaza, oltre 100 vittime civili Bombardamenti nonostante il “cessate il fuoco” annunciato. La comunità internazionale divisa, con la mossa di Israele sui prigionieri palestinesi che solleva polemiche

La Striscia di Gaza è stata nuovamente teatro di un bagno di sangue, con raid aerei israeliani che, secondo la Protezione Civile palestinese, avrebbero causato oltre 100 vittime tra la popolazione civile nelle ultime ore, di cui ben 46 minori. Una cifra drammatica che arriva in un contesto di estrema incertezza, con l’Esercito israeliano (IDF) che, pur avendo inizialmente annunciato il ripristino del cessate il fuoco, ha poi proseguito con nuovi attacchi sulla Striscia, colpendo, secondo le fonti, “una minaccia imminente” nel nord dell’enclave.

La dinamica degli eventi resta complessa e confusa. Dopo l’annuncio da parte dell’IDF di aver ripristinato il rispetto della tregua, le notizie provenienti da Gaza hanno raccontato di un’ulteriore intensificazione degli attacchi, innescando una nuova spirale di violenza e morte. Fonti palestinesi riferiscono che molti dei raid hanno avuto luogo nelle aree centrali e meridionali della Striscia, colpendo anche sfollati in cerca di rifugio.

L’accusa di Hamas punta il dito contro Israele, ritenuto responsabile di questa “pericolosa escalation” e del tentativo di indebolire il piano di tregua.

A livello internazionale, le reazioni non tardano ad arrivare, evidenziando una profonda spaccatura. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso il suo pieno sostegno all’azione di Tel Aviv, definendo la reazione israeliana “giusta”. “Israele doveva reagire,” ha dichiarato il tycoon, sminuendo l’impatto degli attacchi sul precario equilibrio diplomatico: “La tregua non è in bilico,” ha aggiunto, ribadendo la necessità che Israele si difenda da ogni attacco.

Nel frattempo, un’ulteriore decisione da parte del Governo israeliano ha suscitato forti reazioni e preoccupazioni in ambito umanitario. È stato infatti vietato al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) di far visita ai prigionieri palestinesi detenuti, in particolare quelli catturati in base a una legge che li definisce “combattenti illegali”. La decisione, che mette in discussione i principi del diritto internazionale umanitario, è stata giustificata dal ministro israeliano competente come una misura necessaria per anteporre “la sicurezza dello Stato e dei nostri cittadini prima di tutto.”

Il CICR, per parte sua, ha espresso profonda preoccupazione per l’impossibilità di svolgere il suo mandato umanitario, soprattutto alla luce delle denunce di violenze e abusi subite dai detenuti palestinesi.

A cura di Dario Lessa

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