Aeroporti, cambiano le regole per l’area Schengen: l’era digitale dei controlli di frontiera
Con l’introduzione del sistema EES si chiude l’epoca dei timbri sui passaporti
L’Unione Europea si prepara a una trasformazione radicale nelle procedure di controllo ai confini: con l’avvio dell’Entry/Exit System (EES), previsto nelle prossime settimane, il tradizionale timbro sul passaporto diventerà solo un vecchio ricordo. Il nuovo sistema, completamente digitale, registrerà automaticamente l’ingresso e l’uscita dei cittadini di Paesi extra-Schengen attraverso riconoscimento facciale e scansione delle impronte digitali, segnando un passo decisivo verso la modernizzazione delle frontiere europee. In Italia, i primi scali a implementare la tecnologia saranno Fiumicino, Malpensa e Linate, cui seguiranno progressivamente gli altri aeroporti principali.
La procedura
I cittadini di Paesi terzi che arrivano per la prima volta alla frontiera (in aeroporti, porti e valichi via terra) devono fornire i propri dati personali. Gli ufficiali di frontiera ne scannerizzano le loro impronte digitali e scattano foto del volto. In un file digitale saranno raccolti: i dati riportati nel documento di viaggio; data e il luogo di ogni entrata e uscita; dati biometrici (immagine del volto e impronte digitali); eventuali respingimenti. Ogni volta che il viaggiatore torna in territorio Ue, gli addetti al controllo passaporti dovranno solo verificare le impronte digitali e la foto. In rari casi, potrebbe essere necessario raccogliere e registrare nuovamente i dati. I titolari di passaporto biometrico potranno attraversare il valico più rapidamente utilizzando il sistema self-service (se disponibile).
Rafforzare la sicurezza e snellire i controlli
Il sistema EES nasce per rafforzare la sicurezza e contrastare la permanenza irregolare dei viaggiatori che oltrepassano il limite di 90 giorni previsto per i soggiorni brevi e per snellire i controlli e ridurre le code ai varchi, migliorando l’efficienza del traffico passeggeri. Ogni accesso sarà registrato in una banca dati europea condivisa, gestita da eu-LISA, l’agenzia comunitaria responsabile dei grandi sistemi informativi. Questo consentirà una verifica immediata dei movimenti, facilitando la cooperazione tra Stati membri e riducendo il rischio di frodi.
La transizione al sistema EES rappresenta anche un investimento significativo per gli aeroporti e per i gestori di infrastrutture, chiamati ad aggiornare dispositivi, software e protocolli di sicurezza. Le nuove postazioni automatizzate di controllo, dotate di sensori biometrici, comportano costi iniziali elevati ma promettono un ritorno in termini di efficienza operativa e di riduzione del personale impiegato nei controlli manuali. Per i vettori aerei e per i passeggeri business, l’obiettivo è chiaro: minimizzare i tempi di attesa e garantire un flusso più regolare, condizione essenziale per mantenere la competitività degli hub europei rispetto ai grandi aeroporti asiatici e americani.
Non mancano le criticità
L’introduzione del sistema EES comporta una fase di adattamento complessa, con il rischio di rallentamenti iniziali ai controlli e di disagi per i viaggiatori meno avvezzi alle nuove tecnologie. Inoltre, la gestione dei dati biometrici solleva interrogativi sul fronte della privacy e della protezione delle informazioni personali, ambiti su cui l’UE dovrà dimostrare la massima trasparenza e solidità normativa per mantenere la fiducia dei cittadini.
In prospettiva, l’EES apre la strada al programma ETIAS, l’autorizzazione elettronica di viaggio che entrerà in vigore nel 2026 e che completerà l’architettura digitale delle frontiere europee. Insieme, i due sistemi rappresentano un cambio di paradigma nel controllo della mobilità internazionale, dove la tecnologia diventa leva strategica per coniugare sicurezza, efficienza e competitività economica.
A cura di Dario Lessa
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