Competenze e innovazione: la sfida decisiva per il futuro delle PMI

Un forte divario tra domanda e offerta di competenze limita la crescita delle imprese, rallenta i processi produttivi, ostacola l’innovazione tecnologica e mette a rischio la continuità aziendale, soprattutto nelle piccole e medie industrie lombarde

by Nora Taylor
0

Competenze e innovazione: la sfida decisiva per il futuro delle PMI

Un forte divario tra domanda e offerta di competenze limita la crescita delle imprese, rallenta i processi produttivi, ostacola l’innovazione tecnologica e mette a rischio la continuità aziendale, soprattutto nelle piccole e medie industrie lombarde

Il disallineamento delle competenze frena lo sviluppo

A Milano, in data 27 marzo 2026, emerge con chiarezza come il divario tra competenze richieste e quelle realmente disponibili sul mercato del lavoro rappresenti ormai un ostacolo concreto e strutturale per la crescita delle imprese. Questo squilibrio non solo riduce la produttività complessiva, ma rallenta anche i processi innovativi e contribuisce a un progressivo impoverimento del tessuto economico locale.

“A Milano e in Lombardia, dove la competizione si muove a ritmi molto sostenuti, questo divario incide ancora più pesantemente”, sottolinea Luciana Ciceri, presidente di A.P.I.. “Le PMI associate segnalano quotidianamente una forte discrepanza tra le competenze richieste e quelle disponibili. Questo comporta crescita limitata, tempi produttivi più lunghi e difficoltà nell’espansione verso nuovi mercati”.

La presidente evidenzia anche un altro problema rilevante: la difficoltà nel garantire la continuità aziendale, spesso compromessa dalla mancanza di un adeguato passaggio generazionale tra imprenditori e lavoratori.

Un confronto tra istituzioni e mondo produttivo

Con queste riflessioni, Luciana Ciceri ha inaugurato la tavola rotonda “PMI: il ruolo strategico delle competenze”, organizzata da A.P.I. in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. L’incontro si è svolto presso la sede dell’Ordine e ha coinvolto rappresentanti istituzionali, esperti e imprenditori.

Il dibattito, guidato da Stefano Valvason, Direttore Generale di A.P.I., ha preso avvio con l’intervento introduttivo di Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri. Alla discussione hanno partecipato anche Elena Buscemi, presidente del Consiglio Comunale di Milano, Carmelo Iannicelli, consigliere e tesoriere dell’Ordine, insieme a diversi rappresentanti delle commissioni tecniche, tra cui Raffaella Folgieri per l’Intelligenza Artificiale e Vito Savino per Start-up e Innovazione.

Il valore del lavoro e della memoria storica

Durante il suo intervento, Elena Buscemi ha richiamato l’attenzione su un contesto storico e simbolico particolarmente significativo:
“In una giornata carica di memoria e significato per A.P.I. e per Milano, ricordiamo eventi drammatici del passato e riflettiamo sul valore del lavoro, delle persone e delle imprese”.

Ha poi aggiunto che “proprio quei valori di solidarietà e dedizione hanno permesso alla società civile di reagire nei momenti più difficili della storia italiana”, sottolineando come tali principi restino fondamentali ancora oggi per affrontare le sfide contemporanee.

Il capitale umano come vero vantaggio competitivo

Carlotta Penati ha ribadito un concetto centrale: la tecnologia da sola non basta.
“In un’epoca caratterizzata da cambiamenti tecnologici rapidi e spesso radicali, il vero elemento competitivo risiede nella capacità delle persone di comprendere, gestire e integrare queste innovazioni nei processi produttivi”.

Secondo la presidente, il valore delle PMI si fonda sul capitale umano, fatto di esperienza, flessibilità e competenze pratiche che rendono unico il modello produttivo lombardo. Tuttavia, le imprese affrontano sfide sempre più complesse legate alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Senza un adeguato supporto, molte realtà rischiano di perdere competitività rispetto ai grandi gruppi internazionali, con il pericolo concreto di una progressiva desertificazione industriale.

In questo contesto, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano si propone come punto di riferimento per promuovere qualità, formazione e competenze professionali, rafforzando la collaborazione strategica con A.P.I. per sostenere il tessuto produttivo locale.

Formazione mirata e collaborazione: le chiavi per il futuro

In conclusione, Luciana Ciceri ha evidenziato un messaggio chiaro e condiviso:
“Le imprese manifatturiere necessitano di percorsi formativi specifici, flessibili e capaci di intercettare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie”.

I dati raccolti da A.P.I. confermano questa esigenza: il 78% delle PMI segnala difficoltà nel reperire profili professionali adeguati, mentre il 67% prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. Nonostante le incertezze geopolitiche e le fluttuazioni dei mercati, le imprese dimostrano una forte volontà di investire.

Oggi, il mercato richiede figure professionali complete, che combinino competenze trasversali, capacità tecniche, conoscenze digitali e abilità gestionali. Tuttavia, emerge con forza anche la necessità di una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professionisti.

“Solo attraverso un lavoro di squadra possiamo affrontare efficacemente le trasformazioni in atto e trasformarle in reali opportunità di crescita”, conclude Luciana Ciceri, sottolineando l’importanza della sinergia avviata con l’Ordine degli Ingegneri di Milano.

A cura di Nora Taylor
Leggi anche: Allarme Istat: un dato che gela il sangue
Seguici su Facebook e Instagram!

You may also like

error: Il contenuto è protetto!!