I consumi culturali degli italiani tra cinema, libri e musei

L'analisi Istat rivela la resistenza del cinema tra i giovani e il primato del cartaceo mentre i siti archeologiche registrano record storici

by Dario Lessa
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I consumi culturali degli italiani tra cinema, libri e musei

L’analisi Istat rivela la resistenza del cinema tra i giovani e il primato del cartaceo mentre i siti archeologiche registrano record storici

L’economia della cultura in Italia attraversa una fase di significativa trasformazione strutturale: secondo la quarta pubblicazione di StorieDiDati intitolata “Tra cultura e svago: un viaggio lungo un secolo“, il panorama nazionale mostra un dinamismo inaspettato (ma probabilmente sperato).

Il dato più rilevante riguarda l’impennata delle visite ai musei e ai siti archeologici che hanno visto i visitatori passare dai 2,8 milioni del secolo scorso ai quasi 61 milioni registrati nel 2024. Questa crescita monumentale ha beneficiato di un incremento dell’offerta statale passata da 110 a 453 istituti, sostenuta da una presenza straniera che oggi rappresenta il 51,5% del totale degli ingressi.

Resilienza del Cinema e Primato del Cartaceo

Il settore cinematografico manifesta una resistenza particolare pur avendo perso la centralità assoluta di cui godeva prima dell’avvento della televisione negli anni Sessanta e dello streaming recente. I dati indicano che andare al cinema almeno una volta l’anno resta l’attività culturale fuori casa più amata dagli italiani con una quota di partecipazione che è salita dal 40,7% del 1993 al 48,2% odierno.

Tuttavia si nota una contrazione dei frequentatori assidui che sono scesi dal 19,8% al 15,2%, mentre il confronto europeo vede l’Italia posizionarsi soltanto al dodicesimo posto per la frequentazione delle sale. Come sottolineato nel report ufficiale dell’Istat, “andare al cinema almeno una volta l’anno resta la forma di fruizione culturale fuori casa più diffusa tra la popolazione dei giovanissimi“.

Il mercato editoriale italiano continua a poggiare su basi solide e tradizionali poiché circa 7 lettori su 10 dichiarano di preferire esclusivamente il libro cartaceo. Nonostante la crescita degli e-book che coprono l’11,1% dei consumi e degli audiolibri fermi al 2,5%, la carta resiste con forza in tutte le fasce d’età monitorate. La quota di lettori è passata dal 16,6% del 1965 al picco del 46,5% del 2010, per poi stabilizzarsi attualmente intorno al 40% con una marcata differenza di genere a favore delle donne.

Ripresa Spettacoli e Spesa Culturale

I giovani tra gli 11 e i 14 anni guidano la classifica della lettura con il 58,2%, sebbene l’Italia occupi la terz’ultima posizione nell’Unione Europea con una distanza di 26 punti percentuali rispetto alla Francia. Parallelamente alla crescita dei musei si osserva una lenta ripresa dello spettacolo dal vivo che conta oggi oltre 800 biglietti venduti ogni 1000 abitanti.

Il teatro e i concerti mostrano segnali positivi dopo il crollo drammatico del biennio 2020-2021, anche se il posizionamento internazionale dell’Italia resta critico trovandosi al ventunesimo posto europeo. La spesa culturale delle famiglie si sta dunque spostando verso esperienze di valore storico e monumentale che garantiscono una connessione diretta con l’identità del territorio nazionale. Questo viaggio lungo un secolo conferma che la valorizzazione del patrimonio archeologico rappresenta oggi il vero motore economico della rinascita culturale italiana nel contesto globale contemporaneo.

Di Dario Lessa

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