Euro digitale, l’Europa prepara la rivoluzione dei pagamenti

Le istituzioni dell'Unione europea accelerano il percorso che porterà all'introduzione dell'euro digitale. Dopo l'avvio del confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea, la Banca centrale europea si prepara a organizzare una lunga fase di sperimentazione per verificare il funzionamento della nuova moneta digitale prima dell'eventuale lancio previsto non prima del 2029. Il progetto manterrà il contante, offrirà servizi gratuiti ai cittadini e rafforzerà l'autonomia europea nei sistemi di pagamento.

by Nora Taylor
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Euro digitale, l’Europa prepara la rivoluzione dei pagamenti

Le istituzioni dell’Unione europea accelerano il percorso che porterà all’introduzione dell’euro digitale. Dopo l’avvio del confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea, la Banca centrale europea si prepara a organizzare una lunga fase di sperimentazione per verificare il funzionamento della nuova moneta digitale prima dell’eventuale lancio previsto non prima del 2029. Il progetto manterrà il contante, offrirà servizi gratuiti ai cittadini e rafforzerà l’autonomia europea nei sistemi di pagamento

L’Unione europea entra in una fase decisiva del progetto dedicato all’euro digitale, la nuova forma di moneta elettronica che accompagnerà il contante senza sostituirlo. Dopo l’approvazione della posizione negoziale da parte del Parlamento europeo, iniziano i lavori del trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea con l’obiettivo di definire il regolamento definitivo entro la conclusione del 2026. Soltanto dopo l’approvazione delle nuove norme la Banca centrale europea potrà assumere la decisione formale sull’emissione dell’euro digitale. Anche in quel momento non scatterà subito il debutto operativo, perché serviranno almeno due anni di attività tecnica per completare lo sviluppo dell’infrastruttura, verificare tutti i sistemi e predisporre i servizi che accompagneranno la futura introduzione della nuova moneta.

Un anno di prove per verificare il funzionamento del sistema

Prima dell’arrivo dell’euro digitale nelle mani dei cittadini, la Banca centrale europea organizzerà una sperimentazione approfondita che dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027, con una partenza prevista orientativamente nel mese di settembre. Il progetto pilota durerà dodici mesi e consentirà ai tecnici di osservare il comportamento dell’intera infrastruttura digitale in condizioni reali ma all’interno di un ambiente controllato. Durante questo periodo emergeranno eventuali problemi tecnici, criticità operative e suggerimenti utili per migliorare il sistema prima della distribuzione su larga scala.

La sperimentazione non coinvolgerà inizialmente tutti i cittadini. Il programma interesserà infatti un gruppo composto da un minimo di 5.000 fino a un massimo di 10.000 dipendenti della Banca centrale europea e delle banche centrali nazionali appartenenti ai ventuno Paesi dell’area euro. I partecipanti utilizzeranno un portafoglio digitale sperimentale per effettuare acquisti nei negozi fisici, pagamenti sulle piattaforme di commercio elettronico e trasferimenti di denaro tra privati attraverso strumenti semplici come il numero di telefono associato al portafoglio elettronico. Anche un gruppo formato da circa quindici fino a venticinque commercianti collaborerà alla sperimentazione per verificare il corretto funzionamento delle transazioni durante le normali attività commerciali.

Le banche italiane tra i protagonisti del progetto

Le banche e i prestatori di servizi di pagamento svolgeranno un ruolo determinante durante tutta la fase sperimentale. La Banca centrale europea ha raccolto oltre cinquanta candidature provenienti da operatori interessati a partecipare al progetto, un numero superiore rispetto alle aspettative iniziali. Per questo motivo l’Eurosistema valuta l’estensione della partecipazione fino a circa quaranta soggetti. Tra le candidature presentate figurano anche sette importanti realtà italiane: Intesa Sanpaolo, insieme a Isybank, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Iccrea, Banca Sella, Nexi e Numia. Secondo le indicazioni emerse durante la selezione, tutte le candidature italiane potrebbero ottenere l’ammissione alla fase pilota. Gli istituti scelti aggiorneranno le proprie piattaforme informatiche, offriranno supporto ai partecipanti e collaboreranno con la Digital Euro Service Platform, la piattaforma centrale incaricata di coordinare l’intero ecosistema operativo.

La funzione offline renderà i pagamenti ancora più semplici

Tra gli elementi più innovativi del progetto emerge la modalità offline, progettata per offrire un’esperienza molto simile a quella garantita oggi dal denaro contante. Due persone potranno infatti trasferire denaro semplicemente avvicinando i rispettivi smartphone, anche in totale assenza di connessione Internet. Il sistema registrerà immediatamente l’operazione direttamente tra i dispositivi coinvolti, permettendo così di effettuare pagamenti anche durante eventuali interruzioni della rete o in aree prive di copertura Internet.

Il progetto introduce inoltre alcuni limiti destinati a salvaguardare il corretto funzionamento del sistema bancario. L’euro digitale non riconoscerà alcun interesse sulle somme conservate nel portafoglio elettronico e ogni utente potrà detenere soltanto un importo massimo stabilito dal futuro regolamento europeo. Queste misure impediranno che il nuovo strumento venga utilizzato come alternativa ai depositi bancari tradizionali e contribuiranno a preservare la stabilità del sistema finanziario.

Privacy, sicurezza e costi contenuti rappresentano le priorità

Le istituzioni europee dovranno definire con precisione il delicato equilibrio tra riservatezza delle operazioni e controlli previsti dalla normativa antiriciclaggio. Il regolamento introdurrà limiti alle operazioni consecutive effettuate in modalità offline, così da garantire elevati standard di sicurezza senza compromettere la semplicità di utilizzo del nuovo strumento di pagamento. L’obiettivo consiste nel proteggere i cittadini e allo stesso tempo assicurare trasparenza nelle operazioni economiche.

Le funzionalità principali dell’euro digitale rimarranno completamente gratuite per tutti i cittadini. L’apertura del portafoglio elettronico, la gestione del servizio e i trasferimenti di denaro non comporteranno alcuna commissione. I commercianti, invece, dovranno accettare il nuovo metodo di pagamento e sosterranno costi contenuti definiti dal regolamento europeo. La Banca centrale europea punta a rafforzare la concorrenza nel mercato dei pagamenti digitali e a favorire una progressiva riduzione delle commissioni applicate dai circuiti privati.

Un progetto strategico per il futuro dell’Europa

L’euro digitale affiancherà il denaro contante e i sistemi di pagamento elettronico già disponibili, senza sostituire nessuno degli strumenti oggi utilizzati. A differenza delle criptovalute, manterrà un valore stabile perché farà diretto riferimento all’euro emesso dalla Banca centrale europea. I cittadini potranno quindi utilizzare una moneta digitale ufficiale, sicura e garantita dall’istituzione monetaria europea.

Dietro questo progetto emerge anche una precisa strategia economica e geopolitica. L’Unione europea vuole costruire un’infrastruttura pubblica autonoma capace di ridurre la dipendenza dai grandi operatori internazionali dei pagamenti elettronici. Oggi circa due terzi delle transazioni con carta effettuate nell’area europea transitano attraverso circuiti gestiti da società extraeuropee e quindici dei ventuno Paesi dell’eurozona non dispongono ancora di un circuito nazionale per i pagamenti nei negozi. L’euro digitale rappresenta quindi uno strumento destinato a rafforzare l’autonomia tecnologica europea, aumentare la resilienza del sistema finanziario e garantire continuità operativa anche durante eventuali crisi che potrebbero interessare le principali infrastrutture internazionali dei pagamenti.

A cura di Nora Taylor
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