Slopaganda, l’IA cambia le regole: la nuova decadenza della comunicazione politica

Da Trump a Vannacci, immagini grottesche, video virali e intelligenza artificiale stanno riscrivendo le regole della comunicazione politica. Cos'è la slopaganda, come funziona e perché preoccupa studiosi e analisti

by Dario Lessa
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Slopaganda, l’IA cambia le regole: la nuova decadenza della comunicazione politica

Da Trump a Vannacci, immagini grottesche, video virali e intelligenza artificiale stanno riscrivendo le regole della comunicazione politica. Cos’è la slopaganda, come funziona e perché preoccupa studiosi e analisti

C’è una nuova parola che descrive la propaganda politica nell’era dell’intelligenza artificiale. Si chiama slopaganda e sintetizza un fenomeno che fino a pochi mesi fa sembrava confinato ai meme di internet, mentre oggi entra stabilmente nella comunicazione dei leader politici. Il termine nasce dall’unione di slop, vocabolo inglese che indica qualcosa di scadente, raffazzonato o prodotto in serie senza particolare cura, e propaganda. Il risultato è una strategia comunicativa costruita su immagini e video generati con l’intelligenza artificiale, volutamente eccessivi, provocatori, surreali e capaci di suscitare una reazione emotiva immediata.

Se Donald Trump ne rappresenta il laboratorio più avanzato, Roberto Vannacci ne costituisce la declinazione italiana più evidente. Entrambi utilizzano contenuti artificiali che non cercano la credibilità assoluta, bensì l’effetto virale, la condivisione impulsiva e soprattutto la polarizzazione del dibattito pubblico.

Gli esempi tra provocazione e viralità

Trump ha inaugurato questa nuova stagione con immagini generate dall’intelligenza artificiale che lo ritraevano nelle vesti del Papa, trasformando una figura religiosa in uno strumento di provocazione politica. Successivamente è comparso come medico intento a curare una fantomatica “sindrome da delirio anti-Trump”. Ancora più controverso è stato il video che lo mostrava accanto al premier israeliano Benjamin Netanyahu in una Gaza trasformata in un lussuoso resort.

In Italia, Roberto Vannacci ha scelto una strada differente ma riconducibile alla stessa logica comunicativa. I contenuti realizzati con intelligenza artificiale richiamano l’immaginario dell’antica Roma, il patriottismo e una rappresentazione idealizzata dell’identità nazionale.

I rischi per la comunicazione politica

Dietro questa strategia si nasconde una trasformazione profonda del linguaggio politico. Oggi bastano pochi minuti per creare contenuti ad alto impatto visivo, capaci di raggiungere milioni di utenti grazie agli algoritmi dei social media.

Gli studiosi distinguono la slopaganda dalle fake news: queste ultime cercano di sembrare vere, mentre la slopaganda esibisce il proprio carattere artificiale. Il suo obiettivo è catturare attenzione e spostare il dibattito.

L’intelligenza artificiale accelera ulteriormente questo processo, abbassando la qualità del dibattito pubblico. Il rischio è una saturazione dello spazio informativo e una spirale comunicativa sempre più estrema.

Il fenomeno appare destinato a crescere: Donald Trump negli Stati Uniti e Roberto Vannacci in Italia ne dimostrano l’efficacia. La vera sfida sarà sviluppare un pensiero critico capace di distinguere tra provocazione, propaganda e informazione.

Di Dario Lessa

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