Sette italiani su dieci vorrebbero cambiare lavoro

Il 69% dei lavoratori guarda a una svolta professionale, ma età, soldi e paura di ripartire frenano il cambiamento

by Dario Lessa
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Sette italiani su dieci vorrebbero cambiare lavoro

Il 69% dei lavoratori guarda a una svolta professionale, ma età, soldi e paura di ripartire frenano il cambiamento

Il lavoro italiano cambia pelle, ma non sempre indica la strada a chi vorrebbe cambiare vita. Quasi sette lavoratori su dieci, infatti, prenderebbero in considerazione una nuova carriera.

Il dato emerge dall’indagine realizzata da Censuswide per Indeed su un campione di mille lavoratori e persone in cerca di occupazione in Italia. Il 69% degli intervistati manifesta apertura verso una svolta professionale. Per il 26% dei lavoratori, inoltre, cambiare carriera non rappresenta soltanto un’ipotesi lontana. È un pensiero costante che torna nella quotidianità, soprattutto quando il presente professionale smette di offrire prospettive convincenti.

Però i molti italiani che desiderano cambiare percorso, non sanno concretamente da dove cominciare. Il problema, dunque, non riguarda soltanto la volontà.

I settori che attirano gli italiani

Quando gli intervistati immaginano una nuova carriera, non guardano necessariamente a professioni esotiche o settori di nicchia. Le preferenze si concentrano soprattutto sulle aree strutturali dell’economia.

La pubblica amministrazione raccoglie il 31% delle preferenze, seguita dalle vendite con il 26%. L’Information Technology arriva al 23%, mentre logistica e manifatturiero raggiungono rispettivamente il 20% e il 19%.

Il mercato, tuttavia, non offre automaticamente una bussola. La disponibilità a cambiare cresce più rapidamente della capacità di capire quale direzione prendere.

Età, soldi e paura di ricominciare

Tra gli ostacoli più pesanti compare l’età, indicata dal 31% degli intervistati. Subito dopo arriva la paura di dover ricominciare da zero, che riguarda il 28% del campione. L’incertezza finanziaria rappresenta invece un freno per il 26% delle persone. Non è difficile comprenderne il motivo: cambiare settore può significare accettare un periodo di transizione, investire nella formazione o rinunciare temporaneamente a una posizione consolidata.

Anche le responsabilità familiari incidono, con il 19% delle risposte. Il 18%, infine, indica il timore del fallimento come uno degli elementi capaci di bloccare una decisione professionale.

Uno degli aspetti più significativi dell’indagine riguarda le competenze trasferibili. Il 52% degli intervistati sostiene di possederne, ma di non sapere in quali contesti potrebbe valorizzarle. Il dato diventa ancora più netto osservando il 64% delle persone che vorrebbe sapere per quali ruoli il proprio profilo risulta compatibile con le competenze già maturate.

È qui che emerge una delle contraddizioni del mercato del lavoro contemporaneo. Le persone possiedono esperienze utilizzabili in contesti diversi, ma spesso non riescono a tradurle in una nuova identità professionale. Durante un colloquio, addirittura, una persona su tre dichiara di avere avuto difficoltà nello spiegare perché fosse adeguata a un determinato ruolo.

Un futuro professionale sempre più mobile

La fotografia scattata da Indeed mostra anche una crescente disponibilità verso percorsi professionali meno lineari. Il 28% degli intervistati immagina una carriera in costante evoluzione. Il 15% prevede invece di cambiare completamente settore almeno una volta nella vita. Un ulteriore 9% considera possibile farlo più volte.

A spingere verso il cambiamento contribuisce anche una certa fragilità nelle aspettative. Il 28% degli intervistati dichiara di non sentirsi pienamente sicuro del proprio futuro professionale nel lungo periodo.

Non sorprende allora che oltre quattro italiani su dieci continuino a coltivare un’idea precisa del cosiddetto “lavoro dei sogni”. L’ambizione resta viva, anche quando il percorso per raggiungerla appare confuso.

La necessità di orientamento emerge con particolare forza tra i giovani. Oltre la metà degli intervistati sostiene che una maggiore chiarezza sui possibili percorsi professionali aiuterebbe a trovare il coraggio necessario per cambiare. Tra le persone tra 25 e 34 anni, questa percentuale arriva al 69%. È un segnale significativo perché mostra come la richiesta non riguardi soltanto informazioni sulle offerte di lavoro.

Il 64% vorrebbe inoltre poter porre domande su un ruolo o su una società prima di inviare una candidatura. Una richiesta apparentemente semplice, ma rivelatrice di quanto il rapporto tra candidato e mercato sia diventato complesso.

È in questo spazio che si inserisce il lancio italiano di Indeed Career Scout, uno strumento presentato come un career coach personale capace di accompagnare gli utenti nella ricerca di nuove opportunità.

Il 68% dei lavoratori coinvolti nell’indagine accoglierebbe favorevolmente una soluzione capace di suggerire nuove traiettorie professionali sulla base delle competenze e delle esperienze maturate.

Il mercato del lavoro chiede sempre più flessibilità, ma i lavoratori chiedono qualcosa di altrettanto importante: una mappa. E senza quella mappa, anche il desiderio di cambiare carriera rischia di rimanere soltanto un pensiero.

Di Dario Lessa

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