Torna l’ora solare: con la legale risparmiati 90 milioni
L’analisi di Terna certifica i benefici economici e ambientali dei sette mesi con le lancette spostate in avanti
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre gli italiani devono spostare le lancette degli orologi un’ora indietro, salutando l’ora legale che ha guidato la routine quotidiana durante gli ultimi sette mesi.
Questo cambio di orario segna il passaggio definitivo alla stagione invernale, ma rappresenta anche il momento ideale per analizzare il bilancio energetico dell’anno e comprendere l’impatto di questa misura tariffaria.
I dati ufficiali forniti da Terna, la società gestrice della rete elettrica di trasmissione nazionale, confermano la grande efficacia di questo sistema storico nei confronti della riduzione dei consumi energetici complessivi.
Nel corso del 2026, il periodo di ora legale attivo dalla fine di marzo ha garantito una riduzione dei consumi di energia elettrica pari a circa 300 milioni di kilowattora.
Questa enorme quota di energia risparmiata equivale al fabbisogno medio annuo di oltre 115mila famiglie residenti sul territorio nazionale, evidenziando la forza del contributo collettivo degli italiani.
Sul piano strettamente finanziario, il minore impiego di elettricità ha generato un risparmio complessivo pari ad oltre 90 milioni di euro per i consumatori e per il sistema energetico.
Il calcolo economico considera il costo del kilowattora per il cliente domestico tipo in tutela, stimato dall’Arera attorno ai 31,4 centesimi di euro al lordo delle imposte relative.
Gli impatti positivi investono direttamente anche la sostenibilità ecologica, dato che la minore domanda elettrica ha evitato l’immissione in atmosfera di ben 140mila tonnellate di anidride carbonica deleteria.
Analizzando la prospettiva storica degli ultimi ventidue anni, gli esperti di Terna calcolano che dal 2004 ad oggi l’Italia abbia risparmiato oltre 12,3 miliardi di kilowattora complessivi.
Questo prolungato periodo di efficienza ha portato ad un beneficio economico cumulato per i cittadini italiani superiore ai 2,4 miliardi di euro, dimostrando la concretezza strutturale del provvedimento.
La discussione europea sulla potenziale abolizione del doppio cambio dell’ora rimane molto accesa, sostenuta da diversi paesi del nord Europa che traggono minori vantaggi dalla luce serale.
Tuttavia, i numeri certificati per l’Italia testimoniano l’indiscusso valore economico della misura, utile per contenere le bollette e per proteggere concretamente l’ambiente durante la transizione energetica.
Di Dario Lessa
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