Il 7 gennaio 2026, AssoBirra ha accolto con entusiasmo l’approvazione della Legge di bilancio 2026, che riduce le accise sulla birra per i prossimi due anni. L’aliquota scende a 2,98 euro per ettolitro e per grado-Plato, rispetto ai 2,99 euro attuali, alleggerendo il carico fiscale sulle imprese italiane e sostenendo la loro competitività.
La filiera birraria genera oltre 10 miliardi di euro all’anno, contribuisce con circa 4 miliardi alla fiscalità nazionale e dà lavoro a più di 110.000 persone. Dall’agricoltura alla produzione, dalla distribuzione ai locali fuori casa, ogni segmento beneficia del taglio delle accise, che rappresenta un concreto stimolo alla crescita.
Più risorse per innovazione e sostenibilità
Federico Sannella, presidente di AssoBirra, sottolinea: “La riduzione delle accise permette alle imprese di liberare risorse da reinvestire in innovazione, sostenibilità, qualità delle produzioni e occupazione”.
Anche Paolo Merlin, vice presidente con delega alle politiche fiscali, evidenzia come il settore birrario possa così affrontare le sfide della transizione sostenibile e rafforzare la propria presenza sul mercato nazionale ed europeo.
Una filiera rafforzata e più competitiva
AssoBirra ringrazia tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, che hanno votato l’emendamento, confermando l’importanza di un dialogo costruttivo tra istituzioni e imprese. L’associazione continuerà a collaborare con il governo per promuovere politiche fiscali ed industriali coerenti con l’evoluzione del settore, puntando a un quadro più equo e competitivo.
La misura non rappresenta solo un vantaggio fiscale immediato. Essa permette alle imprese di investire nella crescita, sostenere l’occupazione e rafforzare la cultura della birra italiana, confermando il ruolo strategico del comparto nel sistema economico nazionale.
Un settore che guarda al futuro
Con il taglio delle accise, la birra italiana aumenta la propria capacità di innovare e crescere, sostenendo sia grandi aziende sia birrifici piccoli e medi. La filiera conferma così la sua importanza nell’economia italiana, dimostrando che un approccio fiscale equo può generare valore per tutti, dalle imprese ai consumatori.
A cura di Gabriele Marchioro
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