Alcolock obbligatorio per i recidivi

Firmato il decreto, ma restano dubbi su costi e compatibilità

by Financial Day 24
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Alcolock obbligatorio per i recidivi

Firmato il decreto, ma restano dubbi su costi e compatibilità

Salvini approva il provvedimento: stretta contro la guida in stato di ebbrezza, ma non mancano le perplessità sul piano pratico

Con la firma del decreto da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, l’Alcolock diventa realtà per una fetta ben precisa di automobilisti: coloro che sono stati sorpresi a guidare in stato di ebbrezza e risultano recidivi. Si tratta di un dispositivo elettronico che impedisce l’avvio del veicolo nel caso in cui il conducente abbia un tasso alcolemico superiore a zero. Una misura che, nelle intenzioni del governo, punta a ridurre drasticamente gli incidenti stradali legati all’abuso di alcol alla guida, un fenomeno purtroppo ancora troppo diffuso sulle strade italiane.

Il decreto stabilisce che, per tornare a guidare, i recidivi dovranno installare a proprie spese l’Alcolock nel veicolo. L’apparecchio sarà collegato al sistema di accensione del motore e richiederà un test del respiro ogni volta che si tenta di mettere in moto l’auto. Solo se il test sarà superato con un tasso alcolemico pari a zero, il motore si avvierà. Il sistema è già in uso da anni in diversi Paesi europei, come Svezia, Francia e Paesi Bassi, e i dati raccolti finora ne dimostrano l’efficacia nel ridurre il rischio di recidiva.

Tuttavia, nonostante il plauso di molte associazioni per la sicurezza stradale, il provvedimento ha sollevato anche alcune critiche. Tra le perplessità maggiori vi sono i costi di installazione e manutenzione dell’apparecchio, che ricadranno interamente sugli automobilisti interessati. Secondo alcune stime, l’Alcolock potrebbe avere un costo iniziale tra i 1.000 e i 1.500 euro, a cui si aggiungono le spese periodiche per la calibrazione e la manutenzione. Non tutti potranno permetterselo, e in particolare ci si interroga sulla reale possibilità di installarlo su auto molto datate, spesso ancora diffuse tra chi ha minori disponibilità economiche.

Altro nodo riguarda l’infrastruttura tecnica e amministrativa necessaria a garantire controlli, certificazioni e un sistema efficace di gestione dei dispositivi. Il decreto prevede che l’installazione debba avvenire in centri autorizzati, ma al momento non è ancora chiaro quanti siano pronti a far fronte a una domanda che potrebbe crescere rapidamente.

Il provvedimento entrerà in vigore nei prossimi mesi e rappresenta una novità importante nel quadro delle politiche per la sicurezza stradale in Italia. Resta ora da vedere come sarà applicato concretamente e se verranno predisposti eventuali incentivi o soluzioni per superare i problemi legati alla compatibilità tecnologica e ai costi per gli automobilisti meno abbienti. Salvini, dal canto suo, ha ribadito l’intenzione di proseguire con tolleranza zero verso la guida in stato di ebbrezza, sottolineando che prevenire significa salvare vite.

A cura di Dario Lessa
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