Allarme banconote false: boom di tagli da 50 euro in Italia
Crescono i sequestri da Nord a Sud mentre gli esperti spiegano come difendersi dalle truffe seguendo la regola del toccare e guardare
L’ondata di denaro contraffatto non accenna a fermarsi e attraversa l’intera penisola colpendo duramente il commercio al dettaglio e i piccoli risparmiatori. Un fenomeno in espansione che trova in città come Pescara uno dei fulcri principali, sebbene i sequestri riguardino ormai ogni provincia italiana. Proprio ieri, nell’Avellinese, i carabinieri della stazione di Forino hanno bloccato una donna di cinquantasei anni trovata in possesso di un pacchetto sospetto. All’interno della sua vettura i militari hanno rinvenuto diecimila euro in banconote false, portando immediatamente alla denuncia della conducente per detenzione di valuta contraffatta.
I dati allarmanti della contraffazione
Questa operazione rappresenta solo la punta di un iceberg molto più profondo che vede la Romagna come un altro territorio particolarmente esposto. Nella provincia di Forlì-Cesena, durante il corso del 2025, le autorità hanno sottratto al mercato nero banconote contraffatte per un valore che sfiora i 46mila euro complessivi. Il dato allarmante riguarda la natura di questi pezzi poiché la stragrande maggioranza dei sequestri coinvolge i tagli da venti e cinquanta euro. Queste banconote risultano le preferite dai falsari perché sono estremamente facili da spendere nei negozi affollati e offrono una complessità di replica inferiore rispetto ai tagli più grandi. Le statistiche diffuse dalla Banca Centrale Europea confermano una tendenza internazionale che vede l’Italia in una posizione di triste primato per numero di ritrovamenti. Nel corso del 2024 sono state ritirate dalla circolazione oltre 500mila banconote false a livello globale, di cui ben 121mila sono state intercettate sul solo suolo italiano. Questa saturazione del mercato illegale mette a rischio chiunque effettui transazioni quotidiane in contanti senza prestare la dovuta attenzione.
Come riconoscere un falso e cosa fare
Per proteggersi efficacemente da queste insidie, la Banca Centrale Europea suggerisce di adottare sempre il metodo del toccare, guardare e muovere durante ogni scambio di denaro. Le banconote autentiche nascono da fibre di puro cotone che regalano una consistenza rigida e un caratteristico suono secco quando vengono agitate tra le dita. Al contrario, le imitazioni risultano spesso troppo lisce o eccessivamente morbide al tatto, mancando di quei rilievi percepibili che caratterizzano la stampa calcografica originale. Osservando il biglietto controluce, devono emergere chiaramente la filigrana e il filo di sicurezza, elementi che i falsari faticano a riprodurre con precisione millimetrica. Un altro test fondamentale consiste nel muovere la banconota per verificare l’integrità della striscia olografica posta all’estremità destra del fronte. Inclinando il pezzo di carta, l’immagine deve mutare mostrando alternativamente il valore numerico e il simbolo dell’euro o il disegno architettonico principale. Sul retro delle banconote autentiche brilla inoltre una striscia dorata centrale che rivela chiaramente la cifra del taglio quando viene colpita dalla luce. Se un cittadino sospetta di aver ricevuto denaro falso, non deve assolutamente tentare di spenderlo poiché commetterebbe un reato punibile con la reclusione e multe salatissime. Il comportamento corretto prevede di recarsi immediatamente presso uno sportello bancario o un ufficio postale per richiedere una perizia professionale sul biglietto sospetto. Qualora la banconota risulti effettivamente contraffatta, l’impiegato provvederà al ritiro della stessa redigendo un verbale che verrà poi inviato alla Banca d’Italia per i controlli definitivi.
Di Dario Lessa
Leggi anche: La corsa degli umanoidi è già un mercato miliardario
Seguici su Facebook e Instagram!