Allarme Confcommercio: negozi in crisi in Italia

Mancano 260mila lavoratori qualificati

by Financial Day 24
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Allarme Confcommercio: negozi in crisi in Italia

Mancano 260mila lavoratori qualificati

In Italia il mondo del lavoro è alle prese con una profonda crisi di manodopera. Secondo l’ultimo allarme lanciato da Confcommercio, nel settore terziario – che comprende commercio, turismo, ristorazione e servizi – mancano all’appello circa 260mila lavoratori qualificati, una carenza che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto. Il problema principale è lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro. Le imprese sono alla ricerca di figure professionali con competenze specifiche, ma faticano a trovarle. Questo fenomeno, noto come “mismatch”, coinvolge sempre più attività: negozi, bar, ristoranti e alberghi faticano a coprire i turni, a garantire servizi adeguati e in alcuni casi sono costretti a ridurre gli orari di apertura o addirittura a chiudere.

«La situazione è diventata insostenibile», ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. «Se non si interviene subito, rischiamo di compromettere la ripresa economica post-pandemica».

Dietro la carenza di manodopera si nasconde una combinazione di fattori, tra cui la formazione inadeguata, infatti molti giovani non possiedono le competenze richieste, soprattutto in ambito tecnico e digitale. Anche le condizioni contrattuali sono poco attrattive: salari bassi, precarietà e orari poco conciliabili con la vita privata scoraggiano i potenziali candidati. L’invecchiamento ha un ruolo importante su questa crisi di personale: la popolazione attiva in Italia si sta riducendo e invecchiando, limitando il bacino di lavoratori disponibili.
Il commercio al dettaglio è tra i più colpiti. Molti negozi di prossimità non riescono a trovare personale qualificato, soprattutto in città turistiche e nei periodi di alta stagione. Alcune attività segnalano tempi lunghi per le assunzioni e turnover altissimi. La crisi del personale si somma a quelle strutturali già in atto: concorrenza dell’e-commerce, aumento dei costi fissi, inflazione e riduzione dei consumi. Il risultato è che migliaia di esercizi commerciali rischiano la chiusura, con un impatto diretto sulle economie locali e sul tessuto sociale dei quartieri.

Le proposte di Confcommercio

Intanto Confcommercio chiede interventi urgenti da parte del Governo, tra cui:

  • Maggiore investimento in formazione professionale e orientamento scolastico.
  • Incentivi fiscali per chi assume giovani e disoccupati.
  • Politiche attive per favorire il reinserimento lavorativo e la riqualificazione.
  • Una revisione dei contratti per rendere il lavoro più attrattivo, soprattutto nei settori più penalizzati.

A cura di Dario Lessa
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