Aumento delle accise sul gasolio: calo per la benzina, wma costi in rialzo per i diesel
Il Ministero dell’Economia ha annunciato un aggiornamento alle accise sui carburanti, con effetti immediati su milioni di automobilisti e imprese italiane
La misura prevede una riduzione di 1,5 centesimi di euro al litro sull’accisa della benzina, compensata da un aumento equivalente sull’accisa del gasolio. Il provvedimento è stato presentato come una manovra “a saldo invariato” per le finanze pubbliche: lo Stato, infatti, non prevede né un incremento né una riduzione complessiva del gettito derivante dalle accise sui carburanti. Tuttavia, l’impatto si farà sentire in modo differenziato tra i consumatori.
Penalizzati i possessori di auto diesel
L’aumento di 1,5 centesimi al litro sul gasolio rappresenta un aggravio diretto per i proprietari di veicoli diesel, ancora ampiamente diffusi soprattutto nel settore dei trasporti commerciali e tra i pendolari che percorrono lunghi tragitti. Secondo le stime delle associazioni di categoria, un autotrasportatore che consuma 2.000 litri di gasolio al mese dovrà sostenere un costo aggiuntivo di circa 30 euro mensili, che potrebbero ripercuotersi sui prezzi al consumo.
Benefici limitati per chi utilizza la benzina
Dall’altro lato, il taglio sull’accisa della benzina porterà un risparmio contenuto: 1,5 centesimi al litro corrispondono a circa 75 centesimi su un pieno da 50 litri. Un sollievo marginale per i consumatori, che arriva in un periodo in cui i prezzi alla pompa restano alti, complici le tensioni internazionali e l’andamento volatile del mercato petrolifero.
Secondo fonti del governo, la rimodulazione delle accise sarebbe coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e con le direttive europee per la transizione ecologica. Il gasolio, infatti, è notoriamente più inquinante in termini di emissioni di ossidi di azoto (NOx) e particolato fine rispetto alla benzina. In quest’ottica, l’intervento potrebbe essere letto anche come una misura per scoraggiare l’uso dei veicoli diesel.
L’intervento non è stato accolto positivamente da tutte le parti. Le associazioni degli autotrasportatori parlano di «ennesima penalizzazione per una categoria già colpita da aumenti nei costi operativi e da una concorrenza internazionale agguerrita». Anche alcuni partiti di opposizione criticano la misura, definendola “iniqua” e “dannosa per il tessuto produttivo”.
Il riequilibrio delle accise tra benzina e gasolio rappresenta un piccolo passo simbolico, ma carico di significato politico ed economico. In attesa di riforme strutturali sulla fiscalità ambientale, la misura lancia un messaggio chiaro: la direzione intrapresa punta a disincentivare gradualmente l’utilizzo del diesel, a vantaggio di combustibili meno inquinanti e di una mobilità più sostenibile.
A cura di Dario Lessa
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