Coldiretti: «Il cibo straniero è otto volte più pericoloso di quello italiano»

by Financial Day 24
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Il cibo importato è fino a otto volte più pericoloso rispetto a quello prodotto in Italia

A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che ha diffuso nuovi dati basati sui rapporti dell’Unione Europea relativi agli allarmi sanitari nel settore agroalimentare. L’organizzazione degli agricoltori italiani ribadisce la necessità di tutelare il “Made in Italy” e di garantire trasparenza sull’origine dei prodotti sugli scaffali dei supermercati.

Secondo Coldiretti, più dell’80% degli allarmi alimentari scattati in Europa per prodotti pericolosi riguarda alimenti provenienti dall’estero. In particolare, si fa riferimento a cibi contaminati da sostanze chimiche vietate, residui di pesticidi, metalli pesanti o contaminazioni microbiologiche come salmonella, listeria ed E. coli.

L’associazione sottolinea che il cibo straniero è 8 volte più soggetto a non conformità rispetto a quello italiano. Tra i paesi più coinvolti ci sono Turchia, Cina, India, Egitto e Brasile, da cui provengono molte delle segnalazioni. Alcuni dei prodotti più frequentemente segnalati includono spezie, frutta secca, carne e pesce.

Coldiretti rivendica gli alti standard della filiera agroalimentare italiana, considerata tra le più sicure al mondo. I controlli nei campi, negli allevamenti e lungo tutta la catena di trasformazione sono tra i più rigorosi d’Europa. L’Italia, ad esempio:

  • Ha il più basso uso di pesticidi dell’Unione Europea.
  • Ha vietato OGM e utilizza tecniche di produzione più sostenibili.
  • Esegue oltre 1 milione di controlli all’anno tra Asl, Nas, carabinieri per la tutela agroalimentare e agenzie per la sicurezza.

La battaglia di Coldiretti non è solo sulla sicurezza alimentare, ma anche sulla trasparenza per i consumatori. «È fondamentale – afferma il presidente Ettore Prandini – che l’origine delle materie prime sia sempre indicata in etichetta, anche per cibi trasformati come succhi, conserve, salumi e prodotti da forno. Il consumatore ha diritto di sapere da dove proviene ciò che mangia».

Coldiretti chiede all’UE di estendere l’obbligo di etichettatura d’origine a tutti gli alimenti e di non cedere alle pressioni delle lobby che puntano su importazioni a basso costo, a discapito della qualità e della sicurezza. Per l’associazione, sostenere l’agricoltura italiana significa anche sostenere la salute dei cittadini, l’ambiente e il lavoro nei territori. «Quando si sceglie un prodotto Made in Italy – conclude Coldiretti – si sceglie un cibo più controllato, più sicuro e più sostenibile».

A cura di Dario Lessa
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