Dehors, addio al “liberi tutti”: nuove regole in arrivo per bar e ristoranti

Dal 1° gennaio si chiude la stagione dell’emergenza Covid: stop alle autorizzazioni facili, ma senza ritorno al passato

by Financial Day 24
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Dehors, addio al “liberi tutti”: nuove regole in arrivo per bar e ristoranti

Dal 1° gennaio si chiude la stagione dell’emergenza Covid: stop alle autorizzazioni facili, ma senza ritorno al passato

La stagione dei dehors “liberi” sta per concludersi. Dopo quasi quattro anni in cui tavolini, sedie e pedane hanno invaso strade e piazze italiane per garantire la sopravvivenza economica di bar, ristoranti e locali pubblici in piena pandemia, il quadro normativo cambia ancora. Il decreto atteso per fine anno metterà ordine a un settore che, pur avendo contribuito a mantenere viva la socialità e l’occupazione in un periodo drammatico, oggi solleva interrogativi su decoro urbano, sicurezza e concorrenza tra operatori.

Il 31 dicembre scadrà il regime transitorio che aveva semplificato drasticamente le procedure autorizzative, riducendo al minimo vincoli burocratici e pareri delle Sovrintendenze. Dal 1° gennaio non si tornerà però alle regole del passato, giudicate da molti eccessivamente rigide e inadatte alle nuove abitudini dei consumatori. La prospettiva è quella di un modello intermedio, che riconosce l’importanza economica dei dehors come fattore di attrattività turistica e volano per l’indotto, ma ne limita la diffusione selvaggia.

Secondo le anticipazioni, le Sovrintendenze potranno esprimersi solo in casi eccezionali, lasciando più spazio ai Comuni per calibrare autorizzazioni e durata delle concessioni in base al tessuto urbano. Una scelta che mira a ridurre i tempi delle pratiche e ad evitare conflitti istituzionali che negli ultimi anni hanno spesso penalizzato le imprese. Allo stesso tempo, saranno introdotti criteri più stringenti sulla qualità e l’estetica delle strutture, con l’obiettivo di tutelare i centri storici e garantire equilibrio tra esigenze commerciali e tutela del patrimonio culturale.

L’impatto economico sarà rilevante. Molti imprenditori della ristorazione temono costi aggiuntivi per adeguarsi alle nuove regole, mentre associazioni di categoria chiedono chiarezza e omogeneità a livello nazionale per evitare disparità tra città. Sullo sfondo resta l’eredità della pandemia: i dehors hanno cambiato il modo di vivere gli spazi pubblici e i clienti, italiani e stranieri, difficilmente rinunceranno a consumare all’aperto.

Il nuovo decreto non sarà un un ritorno all’ordine pre-Covid, ma l’avvio di una fase regolata in cui i dehors non saranno più eccezione né anarchia, bensì parte integrante di un modello economico e urbano che dovrà tenere insieme sviluppo, decoro e sostenibilità.

A cura di Dario Lessa
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