European accessibility act: guida per imprese italiane

Sei mesi dall’entrata in vigore: cosa cambia per le imprese

by Gabriele Marchioro
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A sei mesi dall’attivazione dell’European Accessibility Act (EAA), le aziende italiane iniziano a confrontarsi concretamente con gli obblighi di accessibilità digitale e fisica. La direttiva UE 2019/882 punta a rimuovere le barriere, migliorare la vita delle persone con disabilità e favorire la competitività delle imprese grazie a standard comuni in tutta l’Unione Europea. Dal 28 giugno 2025, tutti i prodotti e servizi immessi sul mercato devono rispettare i requisiti di accessibilità, dai sistemi hardware e software, smartphone e PC, ai terminali self-service, siti web, servizi di trasporto, e-commerce e servizi bancari al consumo.

Chi deve adeguarsi e chi ottiene esenzioni

La normativa coinvolge fabbricanti, distributori, importatori, fornitori di servizi e rappresentanti autorizzati, indipendentemente dalla sede legale, anche extra-UE. Le microimprese con meno di 10 dipendenti o fatturato annuo fino a 2 milioni ottengono esenzioni parziali. Prodotti e servizi già sul mercato prima del 28 giugno 2025 non richiedono modifiche, salvo aggiornamenti significativi. In caso di onere sproporzionato, le aziende devono documentare costi e complessità per giustificare eventuali ritardi.

Road map italiana e linee guida AgID

L’Italia ha recepito l’EAA con il Decreto Legislativo 82/2022, fissando il termine di conformità al 28 giugno 2025. AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha pubblicato linee guida provvisorie e attende le linee guida definitive e la norma armonizzata EN 301 549, che definirà requisiti tecnici per prodotti e servizi TIC/ICT. Dal 2026, la piattaforma AgID permetterà ai cittadini di segnalare problemi di accessibilità e ai fornitori di monitorare le proprie conformità.

Strumenti pratici per rispettare la normativa

Le imprese possono nominare un Referente per l’accessibilità, progettare servizi digitali già conformi agli standard WCAG 2.1 (e in futuro WCAG 2.2), inserire obblighi di accessibilità nei contratti con fornitori esterni e condurre test con tecnologie assistive. AgID fornirà checklist pratiche per verificare la conformità dei prodotti e servizi, facilitando il percorso verso l’accessibilità digitale.

Normative italiane complementari e sanzioni

Oltre all’EAA, rimangono valide la legge Stanca (4/2004), il decreto legislativo 216/2003 e la legge 67/2006, che tutelano l’accessibilità digitale e la non discriminazione delle persone con disabilità. Il mancato rispetto degli obblighi può comportare sanzioni fino al 5% del fatturato per le grandi imprese.

Applicazione europea e prospettive future

Gli Stati membri devono designare autorità competenti, permettere segnalazioni da parte di utenti o loro rappresentanti e garantire la pubblicazione di dichiarazioni di accessibilità. L’applicazione dell’EAA punta a creare un mercato inclusivo, digitale e accessibile, omogeneo in tutta l’Unione Europea.

L’European Accessibility Act rappresenta una sfida ma anche un’opportunità: chi si adegua presto potrà offrire servizi più inclusivi, migliorare la propria reputazione e rafforzare la competitività nel mercato europeo.

A cura di Gabriele Marchioro

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