Fda, diagnosi Alzheimer a 40 anni: via libera al test del sangue

L'ente regolatorio statunitense approva un innovativo esame ematico per individuare i biomarcatori della patologia con largo anticipo

by Davide Cannata
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Fda, diagnosi Alzheimer a 40 anni: via libera al test del sangue

L’ente regolatorio statunitense approva un innovativo esame ematico per individuare i biomarcatori della patologia con largo anticipo

L’ente regolatorio statunitense Food and Drug Administration ha approvato ufficialmente PrecivityAD2, un innovativo esame ematico che apre una fase inedita nell’individuazione precoce della malattia di Alzheimer. Il dispositivo analitico, ideato dalla società di biotecnologie C2N Diagnostics a partire dalle ricerche condotte presso la Washington University School of Medicine di St. Louis, costituisce il primo test diagnostico su sangue autorizzato negli Stati Uniti per individui a partire dai 40 anni di età che manifestano i segnali iniziali di decadimento cognitivo. Questa decisione riduce in modo significativo la soglia anagrafica rispetto ai precedenti strumenti clinici validati per persone con più di 55 anni, offrendo una risposta determinante per riconoscere tempestivamente le forme giovanili ed esordienti della patologia neurodegenerativa.

Il meccanismo del test impiega la spettrometria di massa ad alta risoluzione per compiere una quantificazione estremamente accurata attraverso un prelievo di sangue. Il sistema valuta contemporaneamente due parametri molecolari cardine: la proporzione tra i frammenti peptidici della beta-amiloide (Aβ42 e Aβ40) e la percentuale di proteina tau fosforilata nella posizione 217 rispetto alla forma non fosforilata. I valori rilevati vengono elaborati da un algoritmo validato che calcola un punteggio integrato, denominato Amyloid Probability Score 2. Tale indice ripartisce l’esito in esito negativo, positivo oppure a probabilità intermedia, offrendo ai medici una stima numerica diretta circa la presenza di placche amiloidi nel tessuto cerebrale. Le basi scientifiche di questo metodo derivano dal lavoro decennale dei neurologi Randall Bateman e David Holtzman, impegnati a superare il divario biochimico dovuto alla concentrazione infinitamente più bassa dei biomarcatori cerebrali nel sangue periferico rispetto al liquor cerebrospinale, ostacolo superato dall’elevatissima sensibilità della spettrometria di massa.

Accuratezza clinica nei trial e limiti precisi per evitare screening di massa

Le prove fornite all’autorità regolatoria derivano da uno studio multicentrico di validazione su un gruppo di 1.142 adulti che presentavano deficit di memoria e deterioramento cognitivo lieve o moderato. I risultati analitici sono stati confrontati direttamente con i due gold standard della neurologia: la tomografia a emissione di positroni con tracciante per l’amiloide e l’analisi del liquido cerebrospinale prelevato tramite rachicentesi. Nel confronto, l’esame ha registrato un valore predittivo positivo del 97,6% e un valore predittivo negativo del 93,1%. Circa il 17% dei campioni analizzati è ricaduto nella fascia a probabilità intermedia, all’interno della quale la precisione diagnostica si è attestata al 77,3%. Un dato di particolare rilievo emerso dai trial è la stabilità del test anche in soggetti con frequenti comorbidità metaboliche o sistemiche, quali il diabete di tipo 2 o l’insufficienza renale cronica, patologie che in precedenza alteravano i livelli dei peptidi circolanti compromettendo l’affidabilità delle risposte.

La comunità scientifica e l’ente regolatorio hanno chiarito con decisione i limiti d’uso del dispositivo per evitare fraintendimenti: l’esame non è stato autorizzato come strumento di screening preventivo per la popolazione asintomatica e sana, né può essere impiegato come una sfera di cristallo per stimare l’insorgenza della demenza a vent’anni di distanza. L’indicazione clinica ne autorizza l’impiego esclusivamente come indagine complementare per soggetti dai 40 anni in su che manifestano disturbi cognitivi documentabili dal medico, tra cui perdita di memoria recente, difficoltà a reperire i vocaboli, disorientamento spaziale o alterazioni delle funzioni esecutive. In questo quadro, il test su sangue serve ad accertare se l’origine del declino sia correlabile all’Alzheimer oppure a cause differenti e potenzialmente reversibili, come disturbi tiroidei, carenze vitaminiche, depressione maggiore o problematiche cerebrovascolari.

L’impatto sui nuovi farmaci e l’attesa per l’arrivo in Europa e in Italia

L’introduzione di un esame ematico affidabile assume un valore terapeutico fondamentale alla luce dell’avvento dei nuovi anticorpi monoclonali contro le placche di amiloide, come lecanemab e donanemab. Questi trattamenti hanno dimostrato la capacità di frenare la progressione del deterioramento cognitivo a patto di intervenire nelle primissime fasi, prima che la distruzione neuronale diventi estesa e irreversibile. Fino a oggi, l’accesso a tali terapie è stato ostacolato da colli di bottiglia diagnostici: sottoporre ogni paziente a una PET cerebrale o a una puntura lombare implica costi notevoli, lunghe attese nei centri di medicina nucleare e la natura invasiva della rachicentesi con possibili effetti collaterali come forti cefalee post-puntura. Un esame del sangue rapido ed economico trasforma questo scenario, consentendo un triage tempestivo e identificando i candidati idonei alle cure mirate o all’arruolamento nei trial clinici.

L’autorizzazione della FDA costituisce il terzo via libera concesso a biomarcatori ematici per l’Alzheimer negli Stati Uniti nell’arco di poco più di un anno. Per quanto riguarda l’Europa e l’Italia, l’iter segue i canali dell’Agenzia Europea per i Medicinali e le norme relative ai dispositivi diagnostici in vitro con marcatura CE, con una disponibilità strutturata nei sistemi sanitari europei stimata entro i prossimi due anni. Nel frattempo, i neurologi evidenziano che l’esame ematico non sostituirà la visita specialistica e la valutazione neuropsicologica globale, ma rappresenterà la chiave per rendere la medicina di precisione accessibile, tempestiva e universale.

A cura della redazione

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