Turismo selvaggio fuori controllo, la natura finisce sotto assedio

Dai selfie con i cervi ai bivacchi vandalizzati, l'estate 2026 racconta una nuova forma di turismo sempre più incurante delle regole

by Dario Lessa
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Turismo selvaggio fuori controllo, la natura finisce sotto assedio

Dai selfie con i cervi ai bivacchi vandalizzati, l’estate 2026 racconta una nuova forma di turismo sempre più incurante delle regole

L’estate 2026 ci mostra un rapporto poco edificante del turismo, tra selfie troppo ravvicinati alla fauna, bivacchi improvvisati, rifiuti e soccorsi chiamati per motivi surreali. Il fenomeno attraversa montagne e spiagge, dalle Dolomiti alla Sardegna, passando per l’Abruzzo, dove la ricerca dell’esperienza perfetta spesso supera il buon senso e il rispetto dell’ambiente.

A Scanno, in Abruzzo, il caso più emblematico riguarda alcuni cervi diventati una vera attrazione turistica, soprattutto durante la stagione degli amori, quando il loro comportamento può diventare imprevedibile. Due turisti sono stati caricati da un cervo maschio dopo essersi avvicinati fino a toccarlo, mentre intorno all’animale si era radunata una folla di curiosi, compresi alcuni bambini. Fortunatamente nessuno ha riportato conseguenze.

“Ȱ bello guardarli da lontano, non avvicinarsi né tantomeno dargli da mangiare”, ha ricordato il sindaco Giovanni Mastrogiovanni, annunciando la possibilità di un’ordinanza per vietare l’avvicinamento alla fauna selvatica.

Dall’Abruzzo alle Dolomiti: il copione cambia scenario, ma non atteggiamento

Dall’Abruzzo alle Dolomiti il copione cambia scenario, ma non atteggiamento. In Trentino, a luglio, il Soccorso alpino ha dovuto richiamare gli escursionisti dopo una serie di chiamate al 112 che hanno raccontato un’impreparazione preoccupante.

In una sola serata la Centrale unica di emergenza ha ricevuto tre richieste da escursionisti illesi, compresa quella di due persone che cercavano un passaggio perché non trovavano un taxi per rientrare in hotel. Il Soccorso alpino ha ricordato che il 112 dovrebbe intervenire soltanto davanti a una reale necessità, perché ogni richiesta impropria rischia di sottrarre risorse a chi si trova davvero in pericolo.

Poi c’è°° la montagna trasformata in set fotografico. Il caso del bombolone alla crema del Rifugio Friedrich August, a 2.300 metri tra Col Rodella e Passo Sella, racconta perfettamente quanto i social possano modificare le abitudini dei visitatori. Il dolce è diventato una piccola celebrità°° social e ha attirato file chilometriche di escursionisti desiderosi soprattutto di fotografare e condividere l’esperienza.

La montagna, intanto, deve fare i conti con episodi decisamente più gravi. Il 23 agosto il Cai ha denunciato atti vandalici in tre bivacchi delle Marmarole, nelle Dolomiti bellunesi.

Nei bivacchi Fratelli Toso, Musatti e Voltolina sono state strappate pagine dai libri lasciati agli escursionisti. In un caso sono stati danneggiati anche gli arredi, con materassi gettati all’esterno della struttura.

Quei quaderni, apparentemente semplici registri di firme e pensieri, hanno però anche una funzione di sicurezza. In determinate situazioni possono aiutare i soccorritori a ricostruire gli spostamenti di persone disperse in zone dove il telefono non prende.

Cortina d’Ampezzo e Sardegna: ordinanze e controlli per tutelare il decoro

A Cortina d’Ampezzo, intanto, il Comune ha deciso di anticipare il problema con un’ordinanza sul pubblico decoro, in vigore fino al 15 ottobre 2026. Il provvedimento vieta, tra l’altro, bivacchi, pasti e pernottamenti impropri sul suolo pubblico, l’utilizzo dei gradini dei monumenti come aree di sosta e comportamenti considerati lesivi del decoro. Le multe arrivano fino a 500 euro.

L’assessore Stefano Ghezze ha chiarito che l’obiettivo non consiste nel combattere il turismo, ma nel distinguere chi vive la montagna con rispetto da chi interpreta la vacanza come una sospensione temporanea di ogni regola.

Anche il mare racconta una storia simile. Sulle spiagge aumentano i rifiuti abbandonati, mentre alcuni turisti continuano a considerare sabbia, ciottoli e conchiglie come souvenir gratuiti da infilare nel bagaglio. All’aeroporto Olbia Costa Smeralda, negli ultimi due anni, i controlli di Enac e Corpo Forestale hanno consentito di sequestrare circa quattro tonnellate di sabbia, ciottoli e conchiglie sottratti agli arenili sardi.

Il dato diventa ancora più impressionante considerando che il progetto “Riportami al Mare”, attivo da sei anni, ha consentito complessivamente di recuperare e restituire alla natura circa 20 tonnellate di materiali sequestrati negli aeroporti sardi.

Diversi anche i casi di turisti che ignorano i divieti di accesso ad aree protette. Come quello sanzionato dai carabinieri dopo essere entrato con un gommone dotato di motore fuoribordo nelle acque di Cala Barche Napoletane, nell’Area marina protetta dell’Asinara, in Sardegna. La zona rientra nella Zona B, dove è vietato il transito delle imbarcazioni a motore.

La vacanza non cancella le regole. E soprattutto non sospende quella forma elementare di responsabilità che dovrebbe accompagnare chiunque entri in un ambiente naturale. Il confine tra vacanza e invasione diventa drammaticamente sottile.

Di Dario Lessa

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