IMU seconda casa: dove si spende di più e dove di meno
Roma la più cara, poi Milano, Bologna e Genova
Secondo il Rapporto UIL 2024 (Servizio politiche economiche, fiscali e previdenziali), l’IMU media per le seconde case nei capoluoghi italiani è di circa 1.022 € annui, di cui circa 511 € per l’acconto di giugno
Tuttavia, la distribuzione territoriale è netta: al Centro‑Nord le imposte superano la media, mentre al Sud e nelle Isole sono sensibilmente più basse (Sud: 982 €, Isole: 829 € per tutte le seconde case, non solo capoluoghi)
Le città dove si spende di più
Al vertice, Roma è la metropoli in cui l’IMU per una seconda casa è più salata: mediamente 2.135 € annui, pari a circa 2.064 – 2.135 € (diversi report concordano)
Segue una top‑5 delle città più “costose”:
- Milano: circa 2.040 €
- Bologna: circa 2.038 €
- Genova: 1.775 €
- Torino: 1.745 €
- Siena: 1.937 €
- Padova: 1.770 €
Altre città con IMU lista: Bari 1.702 €, Venezia 1.457 €, Livorno 1.549 €, Verona 1.497 €
Le città dove si risparmia di più
Nel Mezzogiorno emergono i valori più contenuti:
- Catanzaro: 509 € – la più economica d’Italia
- Messina: 519 €
- Caltanissetta: 549 €
- Crotone: 556 €
- Enna: 575 €
Altre città a basso costo: Asti 580 €, Gorizia 585 €, Sondrio 674 €
Perché questa disomogeneità territoriale?
- Valore degli immobili: i capoluoghi del Centro‑Nord presentano rendite catastali e quotazioni medie molto più elevate, innalzando la base imponibile
- Aliquote comunali: in grandi città come Roma e Milano le aliquote superano la soglia massima dell’IMU (10,6‰) e arrivano a 11,4‰ per le seconde case
- Politiche territoriali: al Sud/centri minori le aliquote restano spesso alle soglie minime e i valori catastali sono contenuti.
Cosa può fare il contribuente
- Controllare l’aliquota comunale: molte differenze sono dovute ai tassi Tasi/IMU.
- Verificare la rendita catastale: il valore base su cui si calcola l’imposta. Un’eventuale richiesta di revisione o classamento può ridurre l’imponibile.
- Pianificare i pagamenti: acconto a giugno e saldo a dicembre: è utile considerare eventuali variazioni nei servizi comunali.
- Attenzione alle riforme: potenziali modifiche catastali potrebbero alterare la base imponibile e, conseguentemente, l’IMU.
A cura di Dario Lessa
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