Sempre più italiani scelgono di acquistare e vendere prodotti di seconda mano, trasformando questa pratica in un’abitudine diffusa e consapevole. Secondo una recente indagine di Altroconsumo, il mercato dell’usato registra numeri record, con motivazioni che spaziano dal risparmio economico alla tutela dell’ambiente. Il nuovo approccio degli italiani riflette un cambiamento culturale: oggi scegliere il second hand è un gesto di intelligenza e responsabilità.
Numeri e trend del mercato second hand
Il BVA Doxa per Subito rileva che nel 2024 il mercato dell’usato ha raggiunto i 27 miliardi di euro, pari all’1,2% del PIL nazionale. Questo boom nasce dall’espansione delle piattaforme online e dalla diffusione di una mentalità che trasforma l’usato in scelta virtuosa e socialmente accettata. Oltre 27 milioni di italiani hanno acquistato o venduto prodotti usati nell’ultimo anno, rendendo questa pratica il terzo comportamento sostenibile più diffuso nel Paese.
I vantaggi concreti della seconda vita dei prodotti
Acquistare o vendere un articolo di seconda mano significa allungare la vita di un bene, limitare la produzione di nuovi oggetti e ridurre rifiuti e inquinamento. L’economia circolare trova nel second hand un alleato prezioso, capace di coniugare risparmio e sostenibilità. La scelta dell’usato oggi non è più dettata solo dal bisogno economico, ma diventa un vero e proprio valore sociale e ambientale.
L’indagine di Altroconsumo sul mercato italiano
Tra il 30 maggio e il 3 settembre 2025, Altroconsumo ha intervistato 1.460 cittadini italiani, rappresentativi per sesso, età, livello di istruzione e area geografica. Il sondaggio ha rilevato quante persone cercano, acquistano o vendono prodotti di seconda mano, oltre a prodotti ricondizionati, e le motivazioni che guidano queste scelte. L’indagine ha anche analizzato la frequenza di acquisto, le spese sostenute e il livello di soddisfazione degli italiani.
Second hand: abitudini di consumo e preferenze
Il mercato dell’usato cresce tra i giovani under 34, più abili con app e piattaforme digitali, mentre gli over 59 mostrano maggiore esitazione. L’abbigliamento, le scarpe e gli accessori moda guidano le preferenze degli italiani, seguiti da libri, CD, DVD, vinili e articoli per la casa. Anche giochi, videogiochi e articoli sportivi registrano buoni livelli di interesse.
Esperienze di acquisto e soddisfazione
Otto italiani su dieci hanno acquistato almeno un prodotto di seconda mano nell’ultimo anno, e uno su tre ne ha comprati tre o più. La spesa media si attesta sui 219 euro, e oltre la metà degli acquisti avviene online tramite piattaforme come Vinted e Subito.it. Il 63% dei prodotti ha un prezzo negoziabile, e in media gli acquirenti risparmiano il 23% rispetto al prezzo iniziale. La soddisfazione complessiva raggiunge 83 punti su 100, con il prezzo finale come fattore decisivo.
Vendere usato: chi, cosa e quanto guadagna
Tre italiani su dieci vendono almeno un prodotto di seconda mano all’anno. Le donne sotto i 43 anni risultano più propense a vendere. Il guadagno medio si attesta sui 181 euro, e i prodotti più venduti rimangono abbigliamento, libri e giochi. Il prezzo negoziabile influenza fortemente la soddisfazione: quasi due terzi dei prodotti sono venduti a un prezzo inferiore a quello iniziale, con uno sconto medio del 19%. Il pagamento avviene soprattutto tramite strumenti elettronici.
Opinioni e percezioni sul second hand
L’80% degli italiani riconosce che acquistare e vendere prodotti usati ha un impatto positivo sull’ambiente. Tuttavia, il 37% percepisce ancora rischi legati a truffe o merce in cattive condizioni, soprattutto tra chi non ha mai acquistato usato. Il 66% ritiene che molti prodotti usati siano pari al nuovo, e conviene evitare di comprare oggetti nuovi usati raramente.
Prodotti ricondizionati: una scelta sostenibile e tecnologica
I prodotti ricondizionati conquistano sempre più spazio, soprattutto nel settore tecnologico. Gli smartphone guidano le preferenze (59%), seguiti da computer e tablet (31%) e piccoli elettrodomestici (25%). I maschi sotto i 26 anni comprano più spesso ricondizionati, mentre le donne sopra i 61 anni risultano meno propense. La fiducia nel ricondizionato cresce con l’esperienza: il 58% di chi ha già acquistato li considera affidabili quanto i nuovi.
A cura di Gabriele Marchioro
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