L’Aquila, storica decisione d’appello su un caso di malasanità

La sentenza della Corte d'Appello riconosce la reale entità del danno da perdita del rapporto parentale

by Davide Cannata
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L’Aquila, storica decisione d’appello su un caso di malasanità

La sentenza della Corte d’Appello riconosce la reale entità del danno da perdita del rapporto parentale

La Corte d’Appello dell’Aquila ha stabilito un risarcimento che supera il milione di euro in favore dei familiari di una donna morta a seguito di un errore medico, modificando in modo rilevante quanto deciso in primo grado. La pronuncia rappresenta un passaggio cruciale in una lunga vicenda giudiziaria, affrontata dalla famiglia per ottenere un riconoscimento adeguato del danno subito.

Nuovi criteri per la quantificazione del danno

Il procedimento riguarda un caso di responsabilità sanitaria in cui, inizialmente, il risarcimento per la perdita del rapporto familiare — relativo alla madre e alla moglie — era stato calcolato con un criterio giudicato eccessivamente generico. In primo grado, infatti, l’importo era stato determinato in modo discrezionale all’interno di una fascia tra minimo e massimo, senza l’applicazione di un metodo oggettivo e verificabile.

I giudici di secondo grado hanno invece adottato un sistema a punti, già richiamato dalla Corte di Cassazione, basato su parametri concreti come età dei soggetti coinvolti, grado di parentela, convivenza e qualità del legame affettivo. Questo approccio ha portato a una revisione significativa dell’importo, che risulta più che raddoppiato rispetto alla precedente decisione.

Il commento dell’avvocato chiarini e le spese legali

A rappresentare i familiari è stato lo Studio Legale Chiarini, con sedi a Urbino e Chieti, impegnato da anni nella tutela delle vittime di malasanità. L’Avvocato Gabriele Chiarini ha commentato la sentenza affermando: “Una sentenza ben fatta può deflazionare il contenzioso più di molte formule conciliative. Dietro ogni causa di risarcimento c’è una famiglia che ha già pagato il prezzo più alto. Il nostro compito è fare in modo che almeno la giustizia arrivi in modo chiaro, prevedibile, e senza ulteriori attese inutili. Se le decisioni fossero motivate correttamente fin dal primo grado, molte famiglie non dovrebbero affrontare anni di appello in più per vedersi riconosciuto ciò che era già loro dovuto.”

Oltre al risarcimento principale, la Corte ha disposto anche l’adeguamento delle spese legali sostenute dalla famiglia, aumentandole da poco più di 10.000 euro a oltre 50.000 euro, tenendo conto della durata e della complessità del procedimento.

Gabriele Chiarini è Avvocato Cassazionista e fondatore dello Studio Legale Chiarini. Opera nei settori del diritto sanitario, con particolare specializzazione in medmal, rischio clinico, assicurazioni, contratti e lavoro in sanità.

A cura della redazione

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