L’economia del cicloturismo: l’Italia corre per 6,4 miliardi
Il rapporto Isnart-Legambiente 2026 conferma il boom delle due ruote tra giovani e donne con un impatto economico record sui territori
Il panorama turistico italiano sta vivendo una nuova e florida fase grazie alla spinta dei pedali: un fenomeno che oggi genera ricchezza e sviluppo in tutto il Paese. L’edizione 2026 del rapporto “Viaggiare con la bici” evidenzia come il settore abbia raggiunto la quota straordinaria di 49 milioni di presenze durante l’anno appena trascorso. Questo flusso costante di viaggiatori ha saputo generare un impatto economico diretto pari a 6,4 miliardi di euro, consolidando una tendenza che non più unicamente stagionale. Lo studio realizzato da Isnart-Unioncamere in collaborazione con Legambiente certifica quindi una maturità raggiunta dal settore, capace di attrarre investimenti e curiosità internazionale.
Il profilo del nuovo viaggiatore
“Il cicloturismo consolida i suoi numeri e si conferma un segmento importante del comparto turistico del Paese”, ha spiegato Sebastiano Venneri, Responsabile Territorio e Innovazione di Legambiente, durante la presentazione. Le ragioni di questo successo risiedono nella capacità della bicicletta di integrare perfettamente la pratica sportiva con la scoperta del nostro immenso patrimonio artistico. Circa un viaggiatore su due sceglie infatti di abbinare le escursioni in sella alle visite nei centri storici o alla partecipazione a eventi culturali locali. Questa commistione tra attività motoria e approfondimento territoriale favorisce una permanenza più lunga e una spesa pro capite decisamente più alta rispetto alla media.
Gen Z e protagonismo femminile
Un dato particolarmente interessante riguarda l’evoluzione demografica dei cicloturisti, con una presenza massiccia della Generazione Z che ha quasi raddoppiato la propria quota di mercato. I giovani rappresentano ormai il 17,3% del totale, attratti da un modo di viaggiare che risponde ai valori della sostenibilità e del racconto digitale immediato. Il 60% dei turisti utilizza infatti la rete per pianificare meticolosamente gli itinerari, mentre la metà dei partecipanti condivide ogni tappa sui principali canali social network. Le attività preferite restano le gite verso le località balneari o lacustri, arricchite costantemente da degustazioni enogastronomiche di qualità che valorizzano i piccoli produttori. Il rapporto segnala inoltre una crescita impetuosa della componente femminile, passata in un solo anno dal 29,7% a oltre il 47% del totale dei viaggiatori. Questo balzo in avanti premia iniziative come “Women in Cycling”, una rete promossa dalla European Cyclists’ Federation per rendere il settore più inclusivo e partecipato.
Di Dario Lessa
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