L’Ue taglia la stima sul PIL dell’Italia
L’economia europea rallenta, crescita zero in Germania
L’economia europea mostra segnali sempre più marcati di rallentamento. La Commissione europea ha pubblicato oggi le sue previsioni economiche di primavera, rivedendo al ribasso le stime di crescita per diversi Paesi membri, tra cui l’Italia e la Germania. Un quadro che evidenzia le difficoltà strutturali e congiunturali che l’Unione europea si trova ad affrontare. Per l’Italia, Bruxelles ha tagliato le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) per il 2025, portandole allo 0,7%, in calo rispetto all’1,1% previsto nelle precedenti stime invernali. Il rallentamento è attribuito a una combinazione di fattori: domanda interna stagnante, investimenti frenati dall’incertezza economica e un rallentamento dell’export verso i principali partner europei. Nonostante alcune misure di stimolo adottate dal governo italiano, come il taglio del cuneo fiscale e incentivi alla transizione verde, l’impatto sulla crescita si è rivelato finora limitato. L’inflazione, sebbene in calo rispetto ai picchi del biennio scorso, resta superiore alla media dell’Eurozona, penalizzando il potere d’acquisto delle famiglie.
Ancora più preoccupante è il dato della Germania, locomotiva economica del continente, per la quale la Commissione prevede una crescita zero nel 2025. Dopo la contrazione registrata nel 2023 e un modesto rimbalzo tecnico nel 2024, l’economia tedesca sembra entrata in una fase di stagnazione, appesantita da una debolezza del settore manifatturiero, da consumi interni fiacchi e da una transizione energetica che si sta rivelando più costosa del previsto.
L’Eurozona rallenta nel complesso
Nel complesso, la crescita dell’Eurozona per il 2025 è stata rivista allo 0,8%, in discesa dallo 0,9% stimato in inverno. A pesare sono la politica monetaria ancora restrittiva della Banca Centrale Europea, l’incertezza geopolitica (in particolare legata ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente) e la debolezza della domanda globale. Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: «Siamo in una fase di transizione economica e geopolitica. La priorità deve essere rafforzare gli investimenti pubblici e privati e accelerare sulle riforme strutturali, anche attraverso il pieno utilizzo dei fondi del PNRR.» I mercati hanno reagito con cautela ai dati, con le borse europee in lieve ribasso e lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi in leggero allargamento.
A cura di Dario Lessa
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