Milano, il caro casa non ferma le compravendite
Nel primo semestre del 2026 Milano ha registrato quasi 13mila compravendite e un valore complessivo vicino a 5,55 miliardi di euro, mentre il prezzo medio ha raggiunto 5.675 euro al metro quadro e l’accessibilità continua a rappresentare il principale ostacolo per molti acquirenti
Il mercato delle abitazioni a Milano mantiene un ritmo sostenuto anche nel primo semestre del 2026. La città ha sfiorato le 13mila compravendite residenziali, generando un giro d’affari vicino ai 5,55 miliardi di euro. Il valore complessivo delle operazioni supera quello registrato a Roma, nonostante la Capitale abbia concluso un numero maggiore di vendite. La differenza dipende soprattutto dalle quotazioni milanesi, che continuano a collocarsi ai vertici del mercato italiano.
Secondo i dati più recenti, Milano conserva il primato nazionale per il prezzo medio delle abitazioni, con una richiesta di 5.675 euro al metro quadro. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il valore cresce del 2,6%. Il dato conferma una dinamica ancora positiva per i proprietari e per chi possiede immobili, ma rende più complesso l’ingresso nel mercato per chi cerca una prima casa e deve fare i conti con un budget limitato.
Dal centro alle periferie cambia radicalmente il prezzo
La media cittadina racconta soltanto una parte della situazione. A Milano il prezzo di una casa cambia in modo molto marcato in base alla zona e la distanza tra le aree più costose e quelle relativamente più accessibili resta enorme. Nel Centro le richieste superano gli 11mila euro al metro quadro, portando il costo degli immobili a livelli difficili da sostenere per molte famiglie e soprattutto per chi dispone di un solo reddito.
Il quadro cambia spostandosi verso alcune zone periferiche. A Bisceglie e Baggio le quotazioni scendono poco sopra i 3.200 euro al metro quadro. La differenza rispetto alle aree centrali permette di individuare soluzioni meno onerose, ma non elimina il problema dell’accessibilità. Anche un’abitazione situata in una zona con valori inferiori alla media cittadina può infatti richiedere un investimento molto elevato, soprattutto quando l’acquirente deve sostenere da solo il costo del mutuo e delle altre spese legate all’acquisto.
Il mercato milanese mostra quindi due realtà molto diverse: da una parte le zone centrali, dove i prezzi raggiungono livelli eccezionali; dall’altra i quartieri periferici, dove le quotazioni risultano più contenute ma restano comunque impegnative rispetto alle disponibilità economiche di molti residenti.
Quasi 13mila vendite nonostante i prezzi elevati
L’elevato numero di transazioni dimostra che il costo delle abitazioni non ha bloccato il mercato. Quasi 13mila compravendite in sei mesi confermano una domanda ancora concreta e un settore capace di generare un volume economico molto importante. Gli acquirenti continuano quindi a cercare casa e a concludere le operazioni, anche in presenza di prezzi che hanno raggiunto livelli particolarmente elevati.
Il dato sulle vendite non significa però che tutti possano accedere facilmente al mercato. La disponibilità economica delle famiglie continua a determinare in maniera decisiva la possibilità di acquistare. Chi dispone di due redditi può contare su una maggiore capacità di spesa, mentre chi affronta l’acquisto individualmente incontra ostacoli molto più consistenti. La vivacità delle compravendite convive dunque con una forte selezione degli acquirenti, soprattutto nelle zone dove i prezzi raggiungono le cifre più alte.
Affitti in lieve calo, ma Milano resta la più cara
Anche il mercato delle locazioni presenta un quadro particolare. Nel primo semestre del 2026 Milano ha registrato un canone medio di 22,3 euro al metro quadro, mantenendo il primato tra le principali città italiane. Rispetto allo stesso periodo del 2025, però, gli affitti hanno segnato una diminuzione dello 0,9%. Il cambiamento resta contenuto e non modifica sostanzialmente il peso che il costo della casa esercita sui bilanci delle persone.
Il lieve arretramento dei canoni può indicare una fase di maggiore stabilità dopo gli aumenti degli ultimi anni, ma non basta ancora per parlare di un mercato realmente accessibile. Milano resta infatti la città italiana con gli affitti medi più elevati e la pressione sui bilanci rimane significativa sia per chi cerca una sistemazione in locazione sia per chi vorrebbe trasformare l’affitto in una soluzione temporanea prima dell’acquisto.
Il confronto tra compravendite e locazioni mostra così una situazione complessa. Da un lato, i prezzi delle case continuano a crescere e raggiungono una media di 5.675 euro al metro quadro; dall’altro, i canoni scendono appena, mantenendosi comunque su livelli molto alti. Per chi vive a Milano, il problema non riguarda quindi soltanto la scelta tra comprare e affittare, ma la capacità concreta di sostenere uno dei due costi.
Il nodo resta l’accessibilità
I numeri del primo semestre del 2026 restituiscono l’immagine di un mercato immobiliare ancora dinamico, ma sempre più difficile da affrontare per una parte della popolazione. Milano continua a vendere migliaia di abitazioni e a generare miliardi di euro, mentre il costo medio delle case rende l’acquisto sempre meno semplice per chi dispone di risorse limitate. La distanza tra le quotazioni del Centro e quelle di quartieri come Bisceglie e Baggio conferma inoltre quanto la posizione geografica possa modificare il budget necessario.
Il mercato non mostra quindi segnali di arresto. Le compravendite continuano, i prezzi restano elevati e gli affitti mantengono Milano al vertice della classifica nazionale, nonostante una lieve flessione. Il vero tema del mercato immobiliare milanese resta l’accessibilità: la città continua a offrire opportunità e movimento economico, ma comprare casa richiede una capacità finanziaria sempre maggiore.
A cura di Nora Taylor
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