Multa da 8 milioni a Fanpage e Today, è guerra sui contratti

L’Istituto nazionale di previdenza sociale contesta l’applicazione di contratti considerati non idonei per i giornalisti, scatenando un acceso dibattito sul lavoro nell’editoria digitale

by Financial Day 24
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La maxi sanzione e la contestazione sui contratti

L’Inps ha notificato una sanzione complessiva di circa 8 milioni di euro ai gruppi editoriali Ciaopeople Srl — proprietario di Fanpage.it — e Citynews, che gestisce il network di testate locali con il marchio Today. Secondo l’Istituto, entrambe le società hanno applicato contratti collettivi nazionali di lavoro giudicati non conformi alla natura effettiva dell’impiego dei giornalisti, con ripercussioni significative sui versamenti contributivi dovuti all’ente previdenziale.

Secondo la ricostruzione dell’Inps, il contratto nazionale applicato da Ciaopeople e Citynews è quello negoziato tra l’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) e il sindacato FIGEC-CISAL, un accordo che prevede retribuzioni e contribuzioni inferiori rispetto a quelle stabilite dal contratto storico definito tra la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) e la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI). L’Istituto ritiene che per i giornalisti impiegati nelle testate dei due gruppi dovesse essere applicato quest’ultimo contratto, considerato più rappresentativo per la categoria.

Nel dettaglio, Ciaopeople Srl è stata sanzionata per circa 3,5 milioni di euro, mentre Citynews ha ricevuto una multa pari a 4,5 milioni di euro. Secondo l’Istituto il conteggio della somma complessiva deriva dal ricalcolo dei contributi previdenziali che sarebbero dovuti essere versati sulla base delle retribuzioni previste dal contratto FIEG-FNSI.

Reazioni e polemiche nel mondo dell’editoria

La vicenda ha immediatamente acceso il dibattito nel mondo dell’editoria digitale italiana. La Federazione Nazionale Stampa Italiana ha accolto con favore la decisione dell’Inps, sostenendo che i contratti di categoria considerati validi sono solo quelli siglati nel tempo dal sindacato dei giornalisti con FIEG, Aeranti-Corallo e ANSO-FISC e che gli altri contratti rappresentano un tentativo di ridurre il costo del lavoro e sottrarre contributi previdenziali all’Inps e quindi al futuro dei colleghi.

Secondo il sindacato, l’adozione di contratti considerati “meno onerosi” non solo penalizza i diritti dei giornalisti dal punto di vista economico e previdenziale, ma crea anche una sorta di concorrenza sleale tra aziende editoriali con bilanci di dimensioni comparabili.

Le società multate, dal canto loro, hanno annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento. In particolare, la redazione di Fanpage.it ha pubblicato una posizione nella quale afferma che la materia contrattuale è complessa e che l’azienda ritiene di poter dimostrare la fondatezza delle proprie scelte, contestando alcune ricostruzioni dei fatti considerate inesatte.

Le implicazioni per il mercato del lavoro giornalistico

L’effetto immediato della decisione dell’Inps porta alla ribalta un tema che da tempo attraversa il settore: quale contratto debba essere applicato ai giornalisti nell’editoria digitale e con quale impatto sui diritti professionali e contributivi. Per anni, alcune testate online hanno utilizzato contratti collettivi alternativi a quelli storici della FIEG-FNSI, spesso giustificandolo con la necessità di flessibilità e contenimento dei costi in un mercato caratterizzato da margini ridotti.

Secondo la ricostruzione disponibile, il contratto alternativo adottato da Ciaopeople e Citynews è previsto per realtà editoriali locali o di dimensioni minori, mentre il contratto FIEG-FNSI garantisce reddituali minimi più elevati e condizioni contributive più alte. Per esempio, in base alle tabelle contrattuali emerse, un redattore ordinario con il contratto FIEG-FNSI percepisce una retribuzione significativamente maggiore rispetto al contratto USPI-FIGEC, con differenze anche nelle maggiorazioni per lavoro festivo o domenicale.

La questione non riguarda solo le cifre: mette in discussione le pratiche contrattuali adottate da molte realtà editoriali digitali e potrebbe costituire un precedente importante per eventuali futuri contenziosi. Se l’interpretazione dell’Inps fosse confermata nelle sedi opportune, molte aziende che applicano contratti alternativi potrebbero trovarsi a dover riallineare le proprie condizioni contrattuali e contributive, con impatti sui costi del lavoro e sulle dinamiche interne alle redazioni.

Un dibattito aperto tra diritto, economia e informazione

La sanzione comminata dall’Inps contro Fanpage e il network Today segna un punto di svolta nel dibattito sul lavoro giornalistico nell’era digitale. La questione supera la semplice disputa economica: mette in evidenza la tensione tra modelli di sviluppo dell’informazione online, sostenibilità economica delle testate digitali e diritti dei professionisti dell’informazione.

La partita ora si sposta nelle aule legali e nei luoghi di contrattazione collettiva, ma già nei prossimi mesi sarà chiaro se questa vicenda influenzerà in modo duraturo le scelte contrattuali e le politiche occupazionali nel settore dei media digitali.

A cura di Nora Taylor
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