Dispositivi indossabili, gadget e app
Non tutti guidano auto di ultima generazione. E allora ecco entrare in scena i dispositivi esterni.
Esistono dispositivi molto specifici, come fasce e headband: un esempio eccellente è quello dell’italiana Oraigo,, che analizza l’attività cerebrale tramite elettrodi e vibra appena rileva segnali precoci di sonnolenza. È una tecnologia mirata, che richiede però di ricordarsi di indossare la fascia ogni volta che si parte.
Ci sono poi auricolari Hi-Tech che monitorano l’inclinazione della testa: se questa cade in avanti per un colpo di sonno, un allarme sonoro scuote il conducente.
Una strada forse più pratica, perché si integra nella vita di tutti i giorni, è quella degli smartwatch. Aziende leader come Garmin hanno perfezionato sensori capaci di un monitoraggio biometrico continuo e molto accurato.
Questi orologi non servono solo per lo sport, ma analizzano H24 la variabilità della frequenza cardiaca e i livelli di stress (la famosa “Body Battery“), fornendo un quadro chiaro delle proprie energie residue. Avere al polso un dispositivo che conosce già il tuo stato di affaticamento prima ancora di metterti al volante offre una consapevolezza preziosa, senza bisogno di indossare strumenti aggiuntivi.
Infine, esistono app per smartphone che usano la fotocamera per monitorare l’attenzione, pur richiedendo un posizionamento stabile del telefono in auto.
Tuttavia, il limite di quasi tutte queste tecnologie è che intervengono quando l’evento è già in corso.