Scoppia la bufera a Nola: quello che hanno fatto è incredibile

Una protesta corale nasce nel territorio nolano contro la decisione di sospendere i servizi essenziali per gli alunni più fragili prima della fine delle lezioni

by Financial Day 24
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Scoppia la bufera a Nola: quello che hanno fatto è incredibile

Una protesta corale nasce nel territorio nolano contro la decisione di sospendere i servizi essenziali per gli alunni più fragili prima della fine delle lezioni

Famiglie, associazioni e comitati locali esprimono una dura condanna contro la decisione dell’Ambito Territoriale N23 di Nola, che ha stabilito la sospensione del servizio di assistenza specialistica destinato agli alunni con disabilità a partire dal 29 maggio 2026.

La misura entra in vigore diversi giorni prima della conclusione ufficiale dell’anno scolastico in Campania, prevista per il 6 giugno 2026. In una fase particolarmente delicata, studenti e studentesse più fragili saranno privati del supporto essenziale garantito dagli educatori.

Le ragioni della protesta

  • Atto chiaramente discriminatorio: L’interruzione anticipata del servizio rappresenta una violazione evidente della Legge 67/2006, che tutela le persone con disabilità da ogni forma di discriminazione.
  • Lesione del diritto allo studio: In assenza delle figure dedicate all’autonomia e alla comunicazione, viene compromessa l’inclusione scolastica. Numerosi studenti rischiano di non poter frequentare le lezioni.
  • Motivazioni burocratiche inaccettabili: Le eventuali restrizioni di bilancio o scadenze amministrative dell’Ambito di Nola non possono prevalere sui diritti fondamentali sanciti dalla Legge 104/1992.

Le richieste delle famiglie

  • Revoca immediata del provvedimento disposto dall’Ufficio di Piano dell’Ambito N23.
  • Prolungamento del servizio per garantire la copertura completa fino al 6 giugno 2026.
  • Intervento urgente dei Sindaci dei Comuni coinvolti per affrontare quella che viene definita una gravissima emergenza sociale.

Le famiglie non tollereranno che i propri figli vengano trattati come cittadini di serie B.

A cura della redazione

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