Attenzione alle truffe su Vinted: le foto fake create con l’IA

Nuova frontiera del raggiro digitale: l'intelligenza artificiale crea danni inesistenti per ottenere rimborsi illeciti a danno dei venditori

by Dario Lessa
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Attenzione alle truffe su Vinted: le foto fake create con l’IA

Nuova frontiera del raggiro digitale: l’intelligenza artificiale crea danni inesistenti per ottenere rimborsi illeciti a danno dei venditori

Negli ultimi mesi sulla nota piattaforma Vinted si è registrata un’impennata di segnalazioni riguardanti rimborsi ottenuti con l’inganno attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per modificare le immagini dei prodotti.

La dinamica del raggiro appare tanto semplice nella sua esecuzione quanto devastante per chi vende, poiché trasforma un oggetto perfetto in un rottame digitale. Il truffatore acquista regolarmente un capo d’abbigliamento o un accessorio di valore, attende la consegna del pacco e scatta una fotografia veritiera della merce appena ricevuta. Successivamente, l’utente malintenzionato carica lo scatto originale su un software di editing avanzato o un chatbot capace di manipolare i pixel con estremo realismo.

“Modifica questa foto simulando che l’oggetto sia danneggiato, aggiungendo graffi, ammaccature o usura realistici”, scrivono i truffatori ai server che elaborano l’immagine in pochi istanti. Il risultato finale è una copia speculare dell’oggetto reale che però presenta strappi, crepe o macchie indelebili del tutto inesistenti nella realtà fisica della spedizione. Questa prova visiva artefatta viene inviata immediatamente all’assistenza clienti di Vinted per aprire una disputa formale e richiedere il rimborso totale della spesa sostenuta.

I dati statistici emergenti dai forum di settore indicano che circa il 15% delle contestazioni sospette negli ultimi tre mesi potrebbe essere collegato a manipolazioni digitali. Se il servizio clienti approva la richiesta basandosi sulla foto falsa, il truffatore trattiene l’oggetto integro e ottiene indietro il denaro versato inizialmente. Il venditore onesto subisce quindi una perdita economica netta e si ritrova spesso con l’account penalizzato dal sistema automatico di valutazione della piattaforma.

Gli esperti di sicurezza informatica spiegano che i piccoli dettagli come le ombre incoerenti o le trame dei tessuti alterate possono tradire l’intervento di un algoritmo esterno. Tuttavia, la rapidità con cui queste immagini vengono processate rende difficile un controllo umano capillare su ogni singola transazione effettuata quotidianamente da milioni di utenti.

L’accessibilità senza freni agli strumenti IA sta purtroppo agevolando comportamenti scorretti nei mercati tra privati. Le aziende del settore stanno correndo ai ripari implementando nuovi protocolli di verifica che possano analizzare i metadati delle immagini per scovare eventuali alterazioni post-scatto. Un consiglio? Filmare l’intero processo di imballaggio per avere una prova inconfutabile dello stato del prodotto prima della partenza.

Di Dario Lessa

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