Spoons, la scale-up fondata da cinque amici che ora vale 5 miliardi

Nel 2024 ricavi a 622 milioni ed Ebitda al 50,6%. In vista il miliardo di fatturato

by Financial Day 24
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Spoons, la scale-up fondata da cinque amici che ora vale 5 miliardi

Nel 2024 ricavi a 622 milioni ed Ebitda al 50,6%. In vista il miliardo di fatturato

Era il 2013 quando Luca Ferrari, insieme a quattro colleghi ingegneri, decise di dare forma a un’idea nata tra i banchi universitari e le notti lunghe a discutere di tecnologia e futuro. Nasceva così Spoons, una piccola realtà con base a Copenaghen che in poco più di dieci anni è riuscita a trasformarsi in una delle aziende europee più sorprendenti, tanto da raggiungere oggi una valutazione di 5 miliardi di euro. Una crescita che ne fa una delle realtà più dinamiche della scena europea e che si inserisce nel filone delle tech company capaci di coniugare innovazione, efficienza operativa e attrattività finanziaria.

La svolta nel 2024

Il 2024 ha segnato un punto di svolta: i ricavi hanno raggiunto i 622 milioni di euro, con una marginalità operativa che ha sorpreso gli osservatori. L’Ebitda si è attestato al 50,6%, un dato che raramente si riscontra in società in fase di espansione. Se il trend sarà confermato, la soglia del miliardo di fatturato potrebbe essere superata già nel 2025, consolidando la posizione dell’azienda tra i player di riferimento a livello globale.

Oggi Spoons impiega circa mille dipendenti di provenienza internazionale, a conferma di un modello fondato sulla contaminazione di competenze e culture diverse. La valutazione da 5 miliardi riflette le attese del mercato su una crescita ancora sostenuta, anche se non manca qualche dubbio sulla tenuta di lungo periodo. 

Oltre ai numeri, ciò che spiega la traiettoria di Spoons è la natura del suo business. La società opera in un settore ad alta intensità tecnologica, fornendo soluzioni scalabili che uniscono software proprietario e servizi integrati per clienti corporate e istituzionali. Il modello ricorrente basato su abbonamenti e contratti pluriennali garantisce stabilità di ricavi e prevede ampi margini di espansione su mercati ancora poco penetrati, dall’Asia al Nord America. La capacità di monetizzare rapidamente la tecnologia, senza un’eccessiva esposizione al debito, rappresenta uno degli elementi che più attraggono investitori e fondi di private equity interessati a una scale-up europea con dinamiche da multinazionale.

A cura di Dario Lessa
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