Terremoto Garlasco: il «pizzino» che fa tremare la giustizia

L'ombra della corruzione sul padre del "nuovo indagato" e le cifre che imbarazzano Pavia

by Davide Cannata
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Terremoto Garlasco: il «pizzino» che fa tremare la giustizia

L’ombra della corruzione sul padre del “nuovo indagato” e le cifre che imbarazzano Pavia

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco non smette di mietere vittime, non solo a livello giudiziarie. Mentre la posizione di Andrea Sempio, il 37enne il cui DNA parziale fu trovato sotto le unghie della vittima, è tornata sotto la lente degli inquirenti, un’indagine parallela a Brescia sta facendo tremare l’ambiente della giustizia pavese. Sotto accusa, con l’ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari, è finito Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Secondo l’accusa, il padre di Sempio avrebbe versato una cifra compresa tra i 20 e i 30mila euro all’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, in cambio dell’archiviazione della posizione del figlio nella prima inchiesta del 2017. Un’accusa pesantissima, che ipotizza un vero e proprio traffico illecito per “scagionare” Andrea Sempio, all’epoca tra i sospettati.

La pista dei soldi Il cuore dell’inchiesta batterebbe attorno a un elemento apparentemente esile ma potenzialmente devastante: un pizzino — un appunto scritto a mano, ritrovato presumibilmente nell’ambito delle indagini più ampie — che, secondo la Procura, conterrebbe la traccia di questo presunto scambio illecito. La cifra sospetta, 20-30mila euro, avrebbe trovato una possibile giustificazione, non pienamente convincente per gli inquirenti, nelle movimentazioni bancarie della famiglia Sempio, con prestiti ottenuti dalle zie e prelievi in contanti. Ma la difesa non ci sta. L’avvocato che assiste Andrea Sempio ha liquidato la prova come “poco più del nulla”, contestando l’intera impostazione accusatoria. Un ex PM di lungo corso come Venditti, con un’impeccabile carriera anche nell’antimafia, avrebbe macchiato il suo onore per una mazzetta di 30mila euro? Per la difesa si tratterebbe di un’ipotesi surreale, nata da un appunto “privo di autore” e insufficiente a ribaltare un’indagine, figuriamoci a incriminare un ex magistrato.

Lo spettro del «Sistema Pavia» Il clamore suscitato dall’iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Sempio non è un caso isolato. Questa nuova svolta si inserisce in un’indagine molto più vasta, che alcuni hanno già definito la “Mani Pulite pavese”, sui presunti intrecci tra favori, informazioni riservate e denaro che avrebbero coinvolto diversi uffici pubblici e figure di spicco a Pavia. L’indagine su Sempio padre e l’ex procuratore Venditti è dunque solo l’ultima, scioccante, tessera di un mosaico ben più ampio e inquietante. Tra le indiscrezioni che circolano, c’è la possibilità che anche Andrea Sempio venga presto ascoltato, come testimone o per rendere dichiarazioni spontanee, proprio mentre la sua posizione sull’omicidio di Chiara Poggi è di nuovo al centro dell’attenzione. L’unica certezza, in questo fango di rumors e accuse, è che la verità sull’omicidio di Garlasco continua a sfuggire, avvolta ora anche dall’ombra della corruzione giudiziaria.

A cura di Dario Lessa

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