Audio Sangiuliano, l’ombra delle “interferenze illecite”
Dietro il sequestro del file audio tra l’ex Ministro e la moglie si cela un nuovo capitolo giudiziario e una guerra senza esclusione di colpi tra Maria Rosaria Boccia e Gennaro Sangiuliano, ora entrambi in corsa per le Regionali in Campania
Un nuovo, scottante capitolo si apre nel già intricato “Caso Sangiuliano“, che da mesi tiene banco tra aule di tribunale, tv e social. La Procura di Roma ha iscritto Maria Rosaria Boccia, ex collaboratrice e confidente dell’ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di interferenze illecite nella vita privata. La decisione, emersa nelle ultime ore, arriva in concorso con un giornalista di una testata online campana, segno che l’onda lunga di questa vicenda tocca non solo la sfera privata, ma anche quella mediatica e politica.
Il fulcro del provvedimento è il sequestro preventivo, disposto dal Gip, di un file audio che conterrebbe una conversazione privata tra l’ex Ministro Sangiuliano e sua moglie, Federica Corsini. Il file era stato diffuso e reso pubblico sui profili social della stessa Boccia, ma il giudice ne ha ordinato la rimozione immediata, estendendo il blocco anche al sito della testata che lo aveva rilanciato. Una mossa che mira a far calare il sipario su un dialogo che, evidentemente, è stato ritenuto lesivo della privacy coniugale.
La replica di Maria Rosaria Boccia, però, non si è fatta attendere ed è giunta con toni durissimi, rilanciando la sua posizione attraverso i social media. “Questo materiale oggi scotta solo perché l’ex ministro teme la verità”, ha tuonato l’imprenditrice, non nascondendo l’amarezza per quello che definisce l’ennesimo “atto aggressivo da parte del sistema”. Secondo la sua versione, il materiale sequestrato e rimosso sarebbe stato “utile per la mia difesa” in un contesto giudiziario che la vede già imputata in un altro procedimento per stalking aggravato, lesioni e altre interferenze illecite, sempre su esposto dell’ex Ministro.
L’indiscrezione che circola negli ambienti giudiziari e politici è che l’audio, seppur privato, nascondesse contenuti di potenziale imbarazzo, gettando ombre su dinamiche interne e professionali. Il tempismo, poi, è diabolico: sia Boccia che Sangiuliano sono candidati alle prossime elezioni Regionali in Campania in liste opposte, trasformando la contesa legale in un feroce scontro elettorale a distanza. “Tredici mesi fa non era buono come Ministro, oggi pare essere buono per la Campania”, ha concluso velenosa Boccia, lasciando intendere che le iniziative legali avrebbero motivazioni politiche.
Intanto, l’ex Ministro, pur non rilasciando dichiarazioni ufficiali sui dettagli della nuova indagine, ha fatto filtrare la sua “piena fiducia nella magistratura”, mantenendo un profilo istituzionale. Lo scontro si sposta ora all’udienza preliminare già fissata per il prossimo febbraio, dove la Boccia dovrà rispondere alle accuse. È chiaro che l’aria tra i due ex sodali è irrespirabile, e la verità che l’imprenditrice reclama è la stessa che l’ex Ministro cerca di blindare dietro le quinte di un’inchiesta destinata a far discutere ancora a lungo.
A cura di Dario Lessa