L’Europa a un bivio: L’e-commerce sta per collassare?

L'appello di AIRES Confcommercio a Roma: serve una nuova regolamentazione e-commerce prima che il mercato soccomba alla concorrenza sleale

by Davide Cannata
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L’Europa a un bivio: L’e-commerce sta per collassare?

L’appello di AIRES Confcommercio a Roma: serve una nuova regolamentazione e-commerce prima che il mercato soccomba alla concorrenza sleale

L’associazione AIRES Confcommercio chiede uno sforzo congiunto per la regolamentazione e-commerce. Gli operatori devono aggregarsi, mentre le istituzioni, sia italiane che europee, devono rispondere con maggiore rapidità e attenzione alle necessità che emergono dal mercato. Questo è l’appello lanciato da Andrea Scozzoli, Presidente di AIRES Confcommercio, in apertura del convegno “Il commercio online in Europa a un bivio: cambiare le regole del gioco o soccombere”. L’Associazione ha organizzato l’evento a Roma, il 29 Ottobre 2025, in collaborazione con l’On. Salvatore De Meo (FI-PPE, Italia).

Tra i presenti figuravano il Sen. Maurizio Gasparri (presidente dei senatori di Forza Italia), Hans Carpels (Presidente EuCER Council), Vittorio Mastromano (direttore ufficio studi AIRES Confcommercio), Dario Bossi (Direttore Generale ANCRA Confcommercio), Gabriele Ferrieri (presidente ANGI – Associazione Nazionale Iiovani innovatori) e Davide Rossi (Presidente OPTIME e Direttore Generale della Aires).

La minaccia della concorrenza sleale dall’Asia

In un periodo segnato dall’acceso dibattito su dazi e protezionismo, l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati ha lanciato un forte monito sulla deregolamentazione. “Negli ultimi mesi – ha aggiunto il Presidente EuCER Council, Hans Carpelsabbiamo avuto la dimostrazione che il flusso di merci che sono arrivate in Europa dall’estero sia diventato insostenibile. Abbiamo veramente bisogno di un intervento da parte dell’Ue, per ristabilire un livello di concorrenza paritario”.

Anche secondo Scozzoli, “l’Europa deve prestare un’attenzione particolare quando adotta dei provvedimenti normativi”. Sebbene il commercio online rappresenti un grande miglioramento, comporta anche dei rischi. “Le grandi aziende, soprattutto quelle che provengono dall’Asia, possono importare in Europa milioni di prodotti che difficilmente vengono controllati, e a volte non rispettano le normative europee, a iniziare da quelle ambientali”. Queste aziende, prive di rappresentanza legale nell’Ue, riescono a sottrarsi agli oneri fiscali. “Tutto questo rappresenta un doppio rischio: espone le imprese europee a una concorrenza sleale, e i cittadini a rischi per la sicurezza e a rischi per l’ambiente”.

L’impatto sul mercato italiano e sul retail

L’elettronica di consumo, da sempre precorritrice delle dinamiche economiche, risente più di altri settori delle criticità dell’e-commerce. Vittorio Mastromano ha sottolineato la dimensione del mercato: “il settore a livello comunitario vale 190 miliardi di euro, quello italiano da solo raggiunge i 17 miliardi”. Questo settore gestisce una filiera complessa che va dalla produzione alla logistica, dalla rivendita ai servizi finali.

Attualmente, il mercato italiano si fonda ancora saldamente sul retail: i negozi fisici realizzano i tre quarti delle vendite. “In un territorio come quello italiano, la presenza fisica è ancora fondamentale – ha aggiunto Dario Bossi, direttore generale ANCRA Confcommercio. – Lo scenario sta cambiando, con il Covid anche i piccoli esercizi hanno capito l’importanza dell’online. Ma la totale deregulation rappresenta un rischio enorme, sia per i negozi di vicinato, sia per la grande distribuzione”.

La risposta politica e i prossimi passi

Il Senatore Gasparri ha offerto il punto di vista sulla situazione italiana: “la correttezza nella concorrenza è un dato essenziale… ma che viene anche calpestato continuamente”. L’azione nazionale da sola non basta. La risoluzione dell’On. De Meo prevede misure fiscali e maggiori controlli sui piccoli pacchi, veicolo di concorrenza sleale tramite la parcellizzazione delle spedizioni. Il capogruppo di Forza Italia ha sottolineato che il problema non riguarda solo l’e-commerce ma tutti i settori produttivi, citando il WTO e il “dumping sociale”.

Lo scorso luglio, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione non vincolante. “Abbiamo evidenziato i rischi del commercio elettronico – ha spiegato l’On. De Meoe abbiamo chiesto di accelerare il processo di riforma della autorità doganale… e individuare regole certe”. Ora l’obiettivo è spingere la Commissione europea a considerare la regolamentazione e-commerce un’area da disciplinare con urgenza. “Le imprese straniere si stanno inserendo nelle lacune normative… dando vita a situazioni di scarsa sicurezza per i nostri consumatori, e fenomeni di concorrenza sleale”.

Dello stesso avviso l’Eurodeputato Brando Benifei (PD), in collegamento dall’India, e il Deputato Antonino Iaria (Movimento 5 Stelle), che hanno chiesto regole uguali per tutti. Davide Rossi (OPTIME e Aires-Confcommercio) ha concluso: “la risoluzione dell’on. Salvatore De Meo è un punto di partenza… ma c’è ancora moltissimo da fare”. Servono norme aggiornate, strumenti tecnici per le Dogane e una maggiore sensibilità del consumatore, che oggi “ragiona solo in termini di convenienza”. “La tecnologia non è tutta uguale, c’è il rischio di comprare prodotti che possono rivelarsi pericolosi o rovinarsi molto presto, oppure non essere coperti da nessuna garanzia”.

A cura di Davide Cannata

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