Verso l’indipendenza energetica: il nuovo progetto italiano

Scopriamo come i nuovi materiali possano garantire una stabilità energetica mai vista prima

by Financial Day 24
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Verso l’indipendenza energetica: il nuovo progetto italiano

Scopriamo come i nuovi materiali possano garantire una stabilità energetica mai vista prima

A Rovereto, negli spazi di Progetto Manifattura, Green Energy Storage (GES) ha presentato ufficialmente la propria batteria manganese-idrogeno, una tecnologia di accumulo di lunga durata economicamente sostenibile ed ecocompatibile, destinata a incidere in modo significativo sull’evoluzione del sistema energetico nazionale ed europeo. L’evento si è svolto alla presenza di istituzioni, partner industriali e scientifici, tra cui RINA per la validazione tecnologica e l’ottimizzazione ingegneristica della batteria a idrogeno, De Nora per le piattaforme di testing, Manica per la produzione chimica, Fraunhofer per la ricerca e sviluppo, oltre a Trentino SviluppoFBK – Fondazione Bruno Kessler e università coinvolte nei progetti.

La batteria manganese-idrogeno sviluppata da GES rappresenta una soluzione avanzata per il Long-Duration Energy Storage (LDES), segmento strategico per garantire la stabilità delle reti elettriche in un contesto di crescente penetrazione delle fonti rinnovabili. La tecnologia consente di immagazzinare energia per molte ore o giorni, superando i limiti strutturali delle batterie agli ioni di litio, progettate prevalentemente per applicazioni di breve durata.

Come funziona la batteria manganese-idrogeno

Dal punto di vista tecnologico, la batteria di GES si basa su una struttura a flusso che disaccoppia energia e potenza, permettendo di dimensionare in modo indipendente la capacità di accumulo e la potenza erogata. L’energia viene immagazzinata sotto forma di idrogeno, autoprodotto all’interno del sistema, eliminando la necessità di approvvigionamenti esterni e riducendo complessità operative e costi.

L’utilizzo del manganese – materiale abbondante, a basso costo e con una filiera di approvvigionamento solida – consente inoltre di limitare l’impiego di materie prime critiche, rafforzando la sostenibilità industriale della soluzione. Grazie a un’elevata densità energetica per una batteria a flusso, a un’efficienza superiore al 75% e a una vita utile che supera i 10.000 cicli, la tecnologia di GES si propone come un’infrastruttura energetica di lungo periodo, con un costo livellato di accumulo (LCOS) significativamente inferiore rispetto alle tecnologie oggi dominanti, particolarmente competitiva per applicazioni su scala industriale, reti elettriche e grandi impianti rinnovabili.

Le voci di GES, delle istituzioni e dei partner

La presentazione della batteria manganese-idrogeno ha segnato «un passaggio fondamentale per GES e per l’intero ecosistema dell’energia», ha dichiarato Salvatore Pinto, fondatore e presidente di GES. «Questa tecnologia è il risultato di anni di ricerca e di una visione industriale orientata a rendere lo storage di lunga durata una leva concreta per la transizione energetica e per la competitività del sistema Paese».

Per Matteo Mazzotta, amministratore delegato di GES, «La presentazione di questa batteria ha confermato la maturità di una tecnologia che non solo è innovativa dal punto di vista scientifico, ma anche pronta per affrontare il percorso di industrializzazione. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una filiera italiana ed europea dello storage, capace di ridurre la dipendenza da tecnologie e materie prime extra-UE». Il valore strategico della tecnologia è stato sottolineato anche da Claudia Colla, Direttrice della Rappresentanza della Commissione europea per il Nord Italia, secondo cui «Il progetto di Green Energy Storage dimostra il ruolo centrale delle piccole e medie imprese innovative nella transizione energetica europea. Quando competenze scientifiche, imprenditorialità e politiche europee si incontrano, nascono soluzioni industriali capaci di generare valore nei territori e di competere a livello globale».

Nel suo messaggio di saluto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha commentato: «Il tema degli accumuli è un elemento chiave nella transizione energetica che stiamo vivendo. Lo sviluppo di soluzioni avanzate per l’accumulo di energia è essenziale per la sicurezza energetica del Paese. Tecnologie come quella di Green Energy Storage rendono più forte l’Italia in Europa e valorizzano l’investimento pubblico in innovazione e ricerca industriale».

L’ecosistema trentino e le prospettive industriali

Il percorso di Green Energy Storage, nata nei laboratori di FBK e cresciuta in Progetto Manifattura, è stato sottolineato dal vicepresidente della Provincia Autonoma di Trento Achille Spinelli«Con questa nuova batteria a idrogeno, il Trentino dimostra di saper guidare la transizione energetica, creando sinergie tra competenze, sostegno provinciale e visione imprenditoriale, per generare soluzioni tecnologiche sostenibili, sicure e competitive. Un modello che continueremo a potenziare anche attraverso il nuovo Polo Idrogeno di Rovereto, futuro luogo di incontro tra ricerca e impresa, che consoliderà il nostro territorio come hub strategico per le tecnologie di frontiera, capace di generare sviluppo e crescita».

Fondamentale il contributo dei partner industriali e scientifici che hanno accompagnato GES nello sviluppo della tecnologia. «La collaborazione con GES ha dimostrato come l’integrazione tra chimica avanzata e gestione dell’idrogeno possa generare soluzioni concrete per lo storage di lunga durata», ha dichiarato Christian Urgeghe, CTO di De Nora, mentre Alessio Tarantini, Energy Research, Development & Innovation Director di RINA, ha aggiunto che «il progetto rappresenta un esempio di trasferimento efficace della ricerca verso applicazioni industriali strategiche per il sistema energetico». Tekniker e Fraunhofer hanno sottolineato il valore di un percorso di sviluppo basato su solide fondamenta scientifiche e su una chiara visione di scalabilità industriale, mentre Massimo Palladino, partner presso lo studio legale specializzato in brevetti Notarbartolo Gervasi, ha evidenziato «la centralità della tutela della proprietà intellettuale per sostenere la crescita e la competitività internazionale di GES».

Con la presentazione ufficiale della batteria manganese-idrogeno, GES avvia una nuova fase del proprio percorso industriale, confermando lo storage di lunga durata come infrastruttura strategica per la competitività, la sicurezza energetica e la crescita sostenibile dell’economia italiana. GES, PMI innovativa italiana con sede a Trento e Rovereto, produce batterie a flusso green per l’accumulo stazionario di energia da fonti rinnovabili e ha ottenuto dall’Unione Europea l’accesso a 61,5 milioni di euro di fondi per il progetto IPCEI Batteries 2, dedicato alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni innovative lungo l’intera catena del valore delle batterie.

A cura della redazione

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