Caro-carburanti, dai Tir alle auto bianche: esplode la protesta di Taxi e Ncc davanti al Mit
La mobilitazione delle vetture bianche tra presidi istituzionali e l’incognita di uno sciopero imminente
L’ondata di aumenti dei carburanti continua a scuotere il comparto dei trasporti italiani. Dopo le intese temporanee raggiunte dal governo con autotrasportatori, agricoltori e pescatori, la tensione sociale si sposta ora sulla categoria dei taxi e del noleggio con conducente. Nella giornata di lunedì 26 ottobre, le associazioni It Taxi, Uritaxi e Unicoop organizzano una manifestazione pacifica di fronte alla sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma. All’iniziativa partecipano anche i conducenti Ncc aderenti alla sigla Unitrav. Gli operatori garantiscono la continuità del servizio pubblico, poiché alla protesta prendono parte esclusivamente i conducenti fuori turno. Per la giornata di martedì, le principali organizzazioni sindacali indicono una maxi assemblea nazionale a Firenze per definire la strategia futura. I lavoratori chiedono il sostegno aperto dei cittadini per dare forza alla trattativa con le istituzioni. Tuttavia, i rappresentanti sindacali non escludono un imminente sciopero generale del settore qualora il confronto ministeriale non produca risultati concreti.
Costi di gestione in aumento e la spinta decisiva sul nodo del credito d’imposta
Le rivendicazioni dei conducenti convergono su precise misure economiche di sostegno fiscale e di compensazione dei rincari. La richiesta prioritaria riguarda il potenziamento del credito d’imposta, strumento che negli ultimi anni ha subito progressivi ridimensionamenti. Carlo Di Alessandro, rappresentante di Federtaxi Cisal, sottolinea l’efficacia immediata della misura: “Si tratta di una misura facilmente praticabile e può avere effetto sui costi di gestione che da quando è cominciata la crisi sono aumentati del 25-30%”. Il dirigente aggiunge una chiara avvertenza sulle prossime mosse della categoria: “Siamo determinati e tra le varie forme di protesta sul piatto c’è anche lo sciopero”. Alcune sigle richiedono inoltre l’istituzione di un fondo straordinario di compensazione finanziaria e l’estensione del gasolio professionale. Quest’ultima misura garantisce un impatto limitato sul comparto vetture, dato che la flotta circolante comprende ormai in larghissima prevalenza veicoli a benzina, modelli ibridi oppure motorizzazioni completamente elettriche.
Il tavolo permanente dell’autotrasporto e le trattative diplomatiche in sede europea
Le richieste sulla stabilità dei benefici fiscali nel medio periodo uniscono la protesta dei taxi al settore delle merci. Martedì ventisette ottobre, il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi incontrano i rappresentanti delle associazioni dell’autotrasporto presso il Ministero. Il vertice rappresenta il primo appuntamento del Tavolo permanente dell’autotrasporto di merci e della logistica, organismo istituito l’otto ottobre per strutturare le politiche di settore. L’incontro ha un carattere prevalentemente interlocutorio e punta a definire interventi strutturali di lungo periodo. Le parti arrivano al confronto dopo il recente stanziamento emergenziale di centocinque milioni di euro approvato dal governo la scorsa settimana. Parallelamente, l’esecutivo italiano promuove un’azione coordinata a livello comunitario insieme a Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia. La proposta, presentata durante i lavori del Consiglio Agrifish, chiede alla Commissione Europea di estendere le risorse straordinarie del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. L’obiettivo dell’iniziativa diplomatica risiede nel compensare l’impatto dei rincari energetici sui costi operativi sostenuti dalle aziende agricole europee.
Di Dario Lessa
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