Fede Academy frena: per la scuola di nuoto di Federica Pellegrini gli utili finiscono “sott’acqua” 

Il bilancio 2025 registra un calo di fatturato e profitti per la società fondata insieme al marito Matteo Giunta 

by Dario Lessa
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Fede Academy frena: per la scuola di nuoto di Federica Pellegrini gli utili finiscono “sott’acqua” 

Il bilancio 2025 registra un calo di fatturato e profitti per la società fondata insieme al marito Matteo Giunta 

La gestione aziendale della campionessa veneta affronta la prima frenata economica significativa con l’ultimo rendiconto finanziario depositato. La Fede Academy S.r.l. ha infatti registrato nel terzo anno di attività una contrazione dei profitti che accende qualche riflettore sulle performance della struttura. L’iniziativa imprenditoriale nata ad agosto del 2023 conta su una sede legale a Venezia e su un capitale sociale iniziale pari a 10mila euro. Le quote risultano divise esattamente a metà tra la trentottenne regina delle vasche e il marito Matteo Giunta, che ricopre anche la carica di amministratore unico. 

Il centro operativo dell’accademia sorge a 1.816 metri di altitudine a Livigno, celebre località sciistica dell’Alta Valtellina posizionata lungo le Alpi Retiche al confine con la Svizzera. Nonostante la posizione privilegiata per l’allenamento in quota, l’ultimo bilancio d’esercizio rivela che l’impresa non “svetta” sul piano finanziario. Come rivelato da un’analisi della testata Affari Italiani, il rendiconto dell’anno 2025 si chiude con ricavi complessivi pari a 322.760 euro e utili netti scesi a 11.991 euro. 

Il confronto tra le annualità e l’analisi dei numeri di bilancio

I dati mostrano un brusco rallentamento se confrontati con i risultati ottenuti nel corso del periodo d’esercizio precedente. Il 2024 aveva rappresentato un anno record per l’accademia di formazione sportiva, con un fatturato salito fino alla quota di 342.820 euro e profitti netti che avevano raggiunto i 39.967 euro. La flessione del valore dei ricavi si attesta così al 5,8%, mentre il calo dei profitti evidenzia un margine ridotto del 70% rispetto a dodici mesi prima.

Il quadro contabile finale evidenzia comunque la disponibilità di un patrimonio netto consolidato di circa 64mila euro, a fronte di una posizione debitoria totale stimata attorno ai 154mila euro. La struttura d’impresa, creata per unire la metodologia d’allenamento professionistica all’offerta formativa per giovani atleti, deve quindi ricalibrare i propri costi operativi.

Gli altri asset aziendali e la solidità del brand personale

La contrazione della società di Livigno rappresenta tuttavia solo una quota ridotta degli investimenti commerciali complessivi della campionessa. La nuotatrice azzurra ha edificato nel corso di una carriera pluridecennale una solida posizione patrimoniale attraverso i successi olimpici, le partnership commerciali e le presenze televisive. Le stime pubblicate dal quotidiano Libero valutavano il valore commerciale del suo marchio attorno ai 4 milioni di euro all’anno durante il picco agonistico.

Nell’anno del ritiro ufficiale dalle gare, avvenuto nel 2021, le entrate della campionessa sfioravano il milione di euro grazie all’integrazione tra ingaggi tv e contratti pubblicitari. Ricostruzioni effettuate dal portale Sisal indicano che gli introiti annuali della Divina si sono mantenuti stabili sulla cifra di un milione di euro anche dopo l’addio alle vasche. Sebbene la cifra esatta del patrimonio personale della fuoriclasse rimanga non divulgata, le attività collaterali garantiscono una tenuta complessiva decisamente solida. 

Di Dario Lessa

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