Cambiamento di rotta a Copenaghen: meno austerità, più difesa comune. L’equilibrio geopolitico europeo si riconfigura
In una mossa che segna una netta svolta nella politica europea, la Danimarca ha annunciato ufficialmente il suo distacco dal gruppo dei cosiddetti “Quattro Frugali” per concentrare le proprie risorse e attenzioni sul rafforzamento della difesa europea. I “quattro frugali d’Europa”, noti anche come “Frugal Four”, sono un gruppo informale di paesi dell’Unione Europea (Austria, Svezia, Paesi Bassi e, fino ad ora, la stessa Danimarca) che si sono distinti per la loro posizione rigida e prudente sulla spesa del bilancio europeo, in particolare durante i negoziati per il fondo di ripresa post-Covid (Next Generation EU).
Il primo ministro danese ha dichiarato: «L’Europa vive un’epoca di minacce complesse. Le priorità di bilancio devono riflettere le nuove realtà: la sicurezza collettiva, la resilienza militare e la capacità di deterrenza devono prevalere sulle logiche del rigore fiscale». Il cambiamento danese è strettamente legato al deterioramento della sicurezza in Europa orientale e al crescente consenso verso una maggiore autonomia strategica europea.
Dopo gli eventi in Ucraina, il rafforzamento delle capacità difensive dell’Unione è diventato una priorità condivisa da sempre più Stati membri. In questo contesto, la Danimarca – già membro della NATO ma ora pienamente reintegrata anche nella politica di difesa comune dell’UE dopo il referendum del 2022 – ha deciso di aumentare in modo significativo la propria spesa militare, spingendo anche per la creazione di una forza europea integrata.
L’impatto sugli equilibri europei
L’uscita della Danimarca dai “Frugali” potrebbe indebolire il peso politico del gruppo, riducendo la capacità di condizionamento sui temi di bilancio e di austerità economica. Resta ora da vedere se altri Paesi seguiranno l’esempio danese, aprendo a una revisione dei dogmi economici europei in favore di investimenti strategici comuni. Intanto, Copenaghen ha già annunciato nuovi stanziamenti per la difesa, un piano di cooperazione rafforzata con Germania e Francia e l’intenzione di partecipare attivamente alla creazione di un fondo europeo permanente per la sicurezza e l’industria militare.
Con la Danimarca che rompe con il paradigma frugale per abbracciare quello difensivo e strategico, si apre una nuova fase del progetto europeo: meno vincoli contabili, più visione geopolitica. E, forse, un’Europa più unita nella difesa dei propri valori e dei propri confini.
A cura di Dario Lessa
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