Il commercialista risponde: la dichiarazione dei redditi 2026

Un percorso pratico per affrontare la dichiarazione redditi 2026 con metodo, sfruttando al meglio detrazioni e deduzioni senza farsi cogliere impreparati dal fisco

by Davide Cannata
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Di  Davide Cannata

Il commercialista risponde: la dichiarazione dei redditi 2026

Un percorso pratico per affrontare la dichiarazione redditi 2026 con metodo, sfruttando al meglio detrazioni e deduzioni senza farsi cogliere impreparati dal fisco

Maggio rappresenta da sempre un crocevia fondamentale per il contribuente italiano. Con l’apertura della stagione delle dichiarazioni dei redditi, imprenditori e professionisti si trovano a dover gestire un flusso documentale che spesso genera ansia e confusione. Tuttavia, affrontare il fisco non deve essere un atto di fede o una corsa all’ultimo minuto, ma un processo di gestione consapevole delle proprie finanze. In questa nuova puntata della nostra rubrica “Il commercialista risponde“, torniamo a confrontarci con il Dott. Marco Masci, esperto commercialista e autore del celebre libro “Commercialista di te stesso“, per fare chiarezza sugli adempimenti del 2026.

Durante l’appuntamento di oggi vedremo come trasformare la compilazione dei documenti in un esercizio di consapevolezza, analizzando detrazioni, deduzioni e le novità introdotte quest’anno, per non lasciare nulla al caso e ottimizzare legittimamente il risparmio fiscale.

Quali sono gli adempimenti fiscali più impegnativi per contribuenti e imprenditori nel mese di maggio 2026? Ci sono state variazioni o proroghe significative rispetto agli anni precedenti? 

Nel mese di maggio 2026 i contribuenti sono chiamati soprattutto alla gestione delle dichiarazioni 730/2026 e Redditi Persone Fisiche 2026 (Unicopf 2026).
In questi modelli precompilati sono già inseriti automaticamente diversi dati, tra cui detrazioni per spese sanitarie, spese universitarie, premi assicurativi, contributi previdenziali, bonifici per ristrutturazioni edilizie e per interventi di riqualificazione energetica.

Oltre alle spese mediche, quali sono le principali spese che i contribuenti spesso dimenticano di indicare in dichiarazione? Ad esempio, ci sono voci come quelle veterinarie, per l’istruzione o per lo sport dei figli che valgono ancora la pena.

È importante innanzitutto distinguere due grandi categorie di spese utili per la dichiarazione dei redditi: spese detraibili e spese deducibili.

a) Spese detraibili

Detrarre le spese significa sottrarre una parte dei costi sostenuti direttamente dall’imposta lorda (IRPEF) da pagare, funzionando come uno sconto diretto sulle tasse.
A differenza della deduzione, che riduce il reddito imponibile, la detrazione riduce l’importo finale delle imposte dovute al fisco.

Esempi di spese detraibili (spesso al 19%) che molti contribuenti dimenticano di indicare:

  • Spese mediche e sanitarie: visite, farmaci, analisi.
  • Interessi passivi sul mutuo per l’acquisto della prima casa.
  • Ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica, con relative fatture, bonifici e comunicazioni ENEA.
  • Spese di istruzione: scolastiche e universitarie.
  • Donazioni ed erogazioni liberali a Onlus, enti del Terzo settore, istituzioni religiose, scuole, art bonus e sport bonus.
  • Spese per attività sportive dei figli (palestra, piscina, ecc.).
  • Rette di asilo nido e spese di istruzione per scuole materne, elementari, medie e superiori (tasse, contributi, mensa).
  • Spese veterinarie.
  • Abbonamenti al trasporto pubblico locale.
  • Spese funebri.

Rientrano inoltre molte spese legate alla casa, come: canoni di locazione, interessi sul mutuo, parcelle del notaio, provvigioni ad agenzie immobiliari, documentazione per bonus ristrutturazioni, risparmio energetico, Superbonus, bonus mobili, leasing abitazione principale, e detrazione IVA su acquisto case in classe A e B.

b) Spese deducibili

Gli oneri deducibili sono spese che si sottraggono dal reddito complessivo lordo prima di calcolare l’IRPEF, riducendo l’imponibile e quindi le tasse.

Tra i principali oneri deducibili rientrano:

  • Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori.
  • Contributi alla previdenza complementare (fino a 5.164,57 euro).
  • Assegni periodici versati al coniuge, come da sentenza di separazione, con relativo codice fiscale.
  • Contributi per colf e badanti (fino a 1.549,37 euro).
  • Alcune spese mediche per persone con disabilità.

Suggerisco di raccogliere con cura tutta la documentazione eventuale su casa, figli, ex coniuge, assicurazioni e previdenza, spese mediche, erogazioni liberali, altre spese detraibili/deducibili e, se presenti, investimenti o immobili all’estero.

Quali sono gli errori più comuni che portano a contestazioni o sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate? 

Tra gli errori più frequenti che attirano l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, ritengo doveroso segnalare:

  1. Incoerenze nei dati finanziari e di fatturazione, con discordanze tra fatturato e movimenti bancari e soprattutto utilizzo scorretto del contante.
  2. Non corretta deduzione di costi, ad esempio spese non inerenti all’attività.
  3. Omesso o ritardato versamento dei modelli F24 relativi alle varie scadenze (IVA, ritenute d’acconto, ecc.).
  4. Fittizia residenza all’estero, ossia trasferimento solo formale in paesi a fiscalità più favorevole pur mantenendo in Italia il centro dei propri interessi.

Molti di questi errori possono comunque essere corretti tramite ravvedimento operoso, che consente di regolarizzare la posizione pagando una sanzione ridotta, variabile in base al tempo trascorso dalla violazione.

Quanto è affidabile oggi la dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate? In quali casi consiglia di accettarla senza modifiche e quando invece è opportuno integrarla o farla controllare?

La dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate è oggi uno strumento molto affidabile, anche se non infallibile.
Copre la maggior parte delle spese sanitarie e dei redditi da lavoro dipendente, ma il livello di precisione dipende dalla tempestività e dalla completezza dei dati trasmessi da soggetti terzi (banche, assicurazioni, medici, datori di lavoro, ecc.).

Confermo l’affidabilità della precompilata, fermo restando che in presenza di situazioni più complesse è opportuno valutare integrazioni o un controllo più approfondito. 

Se un contribuente potesse fare una sola cosa in questo periodo per prepararsi alla dichiarazione dei redditi, quale sarebbe il suo consiglio?

Se il contribuente potesse fare una sola cosa per prepararsi alla dichiarazione dei redditi, il mio consiglio da commercialista è: affidarsi a un consulente di fiducia (come il sottoscritto) e organizzare e digitalizzare tutta la documentazione delle spese detraibili e deducibili, verificando sempre la tracciabilità dei pagamenti.


Affrontare la stagione dichiarativa con strategia e metodo è l’unico modo per porre fine alla delega “al buio” e riprendere il controllo del proprio destino fiscale. Ricordate che la consapevolezza è il primo passo per un’impresa sana e una gestione patrimoniale solida.

Vi diamo appuntamento alla settimana prossima per un nuovo capitolo della nostra rubrica.

Leggi anche: Il commercialista risponde: guida pratica al regime forfettario

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