Maternità in Italia 2026: il rapporto di Save the Children

L'undicesima edizione de "Le Equilibriste" fotografa una realtà in cui avere figli frena la carriera femminile e l'indice AMPI torna a scendere

by Dario Lessa
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Maternità in Italia 2026: il rapporto di Save the Children

L’undicesima edizione de “Le Equilibriste” fotografa una realtà in cui avere figli frena la carriera femminile e l’indice AMPI torna a scendere

L’undicesima edizione del rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026” mostra un’istantanea di un Paese dove essere madri rappresenta ancora un ostacolo economico importante. Nonostante i timidi segnali di ripresa generale, l’occupazione femminile mostra diverse crepe poiché solo il 58,2% delle donne con figli in età prescolare riesce a mantenere un impiego attivo. Questo dato sottolinea una penalizzazione associata alla maternità pari al 33%, un valore che trasforma la scelta di avere figli in un fattore sistemico di disuguaglianza sociale.

Il Mothers’ Index e il calo dell’AMPI

Il Mothers’ Index, sviluppato con il supporto dell’Istat, rivela che la condizione socioeconomica delle madri sta subendo una preoccupante inversione di tendenza rispetto ai progressi degli anni passati. Il valore dell’indice nazionale AMPI è infatti sceso a 101,460 punti, registrando una flessione negativa se confrontato con i 102,635 punti del 2024 e i 102,002 punti dell’anno precedente. Sebbene la base statistica resti superiore al parametro 100 fissato nel 2022, la dinamica attuale suggerisce che il contesto nazionale sta diventando progressivamente meno favorevole alla genitorialità.

La classifica regionale: l’Emilia-Romagna in vetta

L’analisi territoriale mostra un cambiamento ai vertici della classifica regionale con l’Emilia-Romagna che conquista il primato assoluto grazie a un punteggio di 110,115 punti. La provincia autonoma di Bolzano scivola invece al secondo posto con un valore di 106,334, segnando la contrazione più drastica della penisola con una perdita netta di ben 11,543 punti. La Valle d’Aosta risale sorprendentemente la china posizionandosi sul terzo gradino del podio con 105,718 punti, superando la crisi che l’aveva vista scendere fino al sedicesimo posto nel corso del 2024.

La crisi colpisce duramente anche i distretti produttivi del Nord-Est dove il Friuli-Venezia Giulia crolla dall’ottavo al tredicesimo posto della graduatoria generale con un indice di 100,801. Anche il Veneto segue questa parabola discendente scendendo fino alla dodicesima posizione, confermando che l’indebolimento del supporto alle madri riguarda ormai zone tradizionalmente considerate motori trainanti dell’economia italiana. Al Sud la situazione rimane strutturalmente difficile con la Sicilia che occupa l’ultimo posto della classifica nazionale fermandosi a un valore AMPI di appena 91,930 punti.

Precarietà, dimissioni e mortalità infantile

Le ragioni tecniche di questo peggioramento risiedono nel deterioramento di tre dimensioni fondamentali quali la demografia, la salute dei neonati e la qualità del lavoro femminile. Sebbene l’occupazione delle madri con figli minorenni appaia numericamente stabile al 63,2%, la precarietà dilaga poiché le donne con contratti a termine da oltre cinque anni salgono al 19,1%. Le dimissioni volontarie delle mamme con figli piccoli passano da 4,77 a 6,78 ogni mille occupate, mentre il quoziente di mortalità infantile aumenta purtroppo fino al 2,61 per mille.

Di Dario Lessa

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