Targhe personalizzate in Italia: costi, tempi e confronti

Come funziona la novità italiana rispetto ai modelli esteri

by Dario Lessa
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Targhe personalizzate in Italia: costi, tempi e confronti

Come funziona la novità italiana rispetto ai modelli esteri

L’Italia si appresta a rivoluzionare il sistema d’immatricolazione dei veicoli introducendo una novità attesa da decenni dagli automobilisti nazionali. La legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri sblocca finalmente la possibilità di personalizzare la targa attraverso una libera combinazione di caratteri alfanumerici. La misura, pur trovando già un formale riconoscimento nel Codice della strada, non aveva mai trovato concreta applicazione pratica a causa dell’assenza dei necessari regolamenti attuativi.

L’operazione comporta una spesa complessiva stimata attorno ai 600 euro per ogni richiedente interessato ad abbandonare la sequenza standardizzata offerta dalla Motorizzazione civile. La quota principale pari a 500 euro andrà direttamente al Poligrafico dello Stato per coprire i costi di produzione e distribuzione della coppia di targhe. I restanti 100 euro saranno versati al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che curerà il passaggio finale verso gli uffici territoriali competenti.

Il provvedimento supera il rigido schema tradizionale composto dalla successione di due lettere, tre cifre numeriche e due ulteriori lettere finali. La normativa lascia ampio margine alla fantasia del proprietario pur vietando rigorosamente ogni combinazione ritenuta offensiva, doppi sensi, espressioni volgari o diciture potenzialmente fuorvianti. I controlli automatici e le verifiche amministrative sui database nazionali impediranno la creazione di duplicati garantendo l’unicità di ogni targa circolante sulla rete viaria.

Tempistiche

Il percorso normativo richiede tempi di attesa prolungati prima che l’innovazione possa diventare pienamente operativa sulle strade italiane. L’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada è fissata per il 30 aprile 2027, con l’efficacia delle singole norme prevista dal primo gennaio 2028. L’effettiva disponibilità per i cittadini potrebbe comunque slittare al primo aprile 2028, condizionata dai tempi tecnici necessari alla pubblicazione dei decreti ministeriali attuativi.

Come funziona negli altri Paesi

Negli Stati Uniti la personalizzazione rappresenta un fenomeno culturale consolidato con costi accessibili compresi indicativamente tra 50 e 100 dollari annui. L’automobilista americano beneficia della massima libertà di scelta potendo personalizzare persino la grafica dello sfondo in favore di enti caritativi e università. Un’apposita commissione statale esamina preventivamente ogni richiesta respingendo le proposte non conformi ai criteri di decoro e rispetto della sensibilità pubblica.

Il Regno Unito trasforma l’assegnazione delle targhe speciali in un florido mercato d’investimento gestito dall’agenzia governativa DVLA mediante aste dedicate. Le sequenze alfanumeriche storiche o particolarmente brevi raggiungono valutazioni astronomiche pari a diversi milioni di sterline nel circuito del collezionismo d’elite. L’acquirente britannico non crea una combinazione del tutto inventata, ma acquista i diritti di utilizzo sulle sigle registrate e messe ufficialmente in vendita.

La Germania adotta un modello ibrido ed estremamente economico chiamato Wunschkennzeichen al costo contenuto di circa 15 euro per procedura. L’automobilista tedesco deve obbligatoriamente mantenere la prima lettera identificativa della propria città o provincia d’origine come la M per Monaco. La personalizzazione riguarda esclusivamente le lettere e i numeri successivi con il divieto assoluto per le combinazioni che richiamano il periodo nazista.

Negli Emirati Arabi Uniti le targhe automobilistiche costituiscono un vero e proprio indicatore dello status sociale del proprietario del veicolo. Il prestigio della combinazione aumenta drasticamente con il diminuire dei numeri presenti, trasformando le cifre singole in beni di lusso estremo. Le targhe composte da un solo carattere come il numero uno vengono battute ad aste benefiche superando regolarmente i dieci milioni di euro.

In Europa il Belgio e l’Austria considerano questa possibilità come un’imposta di scopo utile a incrementare le entrate fiscali dello Stato. L’ordinamento belga richiede il pagamento di circa 1.000 euro per concedere una sequenza libera composta da un massimo di otto caratteri complessivi. La censura amministrativa europea opera in maniera rigorosa bloccando sul nascere qualsiasi messaggio di odio, contenuto razzista o testo contrario al buon costume.

Di Dario Lessa

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