Medici No Vax reintegrati: decisivo il voto di Vannacci

La Camera approva l'articolo 8 con 126 sì e 13 voti di scarto. Fondamentale il peso di Futuro Nazionale per superare le divisioni interne

by Dario Lessa
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Medici No Vax reintegrati: decisivo il voto di Vannacci

La Camera approva l’articolo 8 con 126 sì e 13 voti di scarto. Fondamentale il peso di Futuro Nazionale per superare le divisioni interne

La Camera dei Deputati ha approvato l’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie con un margine di voti estremamente risicato, riaccendendo immediatamente il dibattito politico e scientifico nel Paese. La misura, introdotta in commissione su proposta di Fratelli d’Italia, consente il reintegro negli albi professionali dei medici sospesi o radiati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale durante l’emergenza pandemica. Il testo ha ottenuto il via libera con 126 voti favorevoli e 113 contrari, registrando un divario di soli 13 voti che evidenzia la fragilità dei numeri in Aula.

L’esito della votazione ha premiato la linea del centrodestra soltanto grazie all’apporto compatto dei rappresentanti di Futuro Nazionale, che hanno garantito 8 voti determinanti per il raggiungimento della maggioranza assoluta dei votanti. Senza questo sostegno, le defezioni registrate tra le file di Forza Italia avrebbero capovolto l’esito della seduta, trasformando la proposta in una sconfitta politica per il governo. L’assenza o il mancato voto di alcuni deputati azzurri ha reso evidente la complessità degli equilibri all’interno della coalizione, dove la questione deontologica continua a creare visibili spaccature interne.

Il valore politico di questo passaggio parlamentare è stato rivendicato con fermezza dai vertici di Futuro Nazionale, che hanno sottolineato il proprio peso numerico in vista dei prossimi appuntamenti legislativi. Il deputato Rossano Sasso ha chiarito la matematica dell’Aula con un’analisi dettagliata, spiegando che un eventuale voto contrario del gruppo avrebbe portato il conteggio finale a 121 no contro 113 sì. 

Le reazioni delle opposizioni sono state immediate e particolarmente dure, evidenziando una profonda preoccupazione per le conseguenze educative e sanitarie di questo provvedimento. Elena Bonetti, deputata di Azione, ha espresso un forte disappunto ricordando la responsabilità deontologica disattesa dai professionisti sanzionati, chiedendosi quali garanzie potranno offrire i medici reintegrati di fronte alle future innovazioni della ricerca oncologica. Il Movimento 5 Stelle ha espresso concetti analoghi tramite Marianna Ricciardi, che ha definito la decisione un pesante schiaffo morale verso la memoria delle vittime del virus e verso i sanitari che hanno rispettato le norme.

Il dibattito in Aula ha raggiunto toni infuocati quando si è aperto lo scontro diretto tra il deputato democratico Mauro Berruto e il presidente della Federazione medico sportiva italiana Maurizio Casasco. Berruto ha criticato apertamente la scelta dell’esponente azzurro di appoggiare la norma, chiedendone le dimissioni per l’incoerenza tra il ruolo istituzionale e la scelta di voto. Critiche severe sono giunte anche da Alleanza Verdi e Sinistra e dal Partito Democratico, i quali ritengono che l’annullamento dei provvedimenti disciplinari crei un precedente rischioso per il rispetto delle regole trasmettendo un messaggio distorto all’intera opinione pubblica.

Ma la domanda rimane per tutti: la politica può assolvere l’antiscienza?

Di Dario Lessa

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