Abolito il bollo auto dal 2027: cancellata la tassa per milioni di veicoli

Il Consiglio dei ministri approva l'esenzione per auto fino a 80 kW, motocicli e ciclomotori. Coinvolti 14,5 milioni di veicoli, con un costo di 2,36 miliardi di euro

by Dario Lessa
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Abolito il bollo auto dal 2027: cancellata la tassa per milioni di veicoli

Il Consiglio dei ministri approva l’esenzione per auto fino a 80 kW, motocicli e ciclomotori. Coinvolti 14,5 milioni di veicoli, con un costo di 2,36 miliardi di euro

Il bollo auto cambia volto nel 2027. Il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento che prevede l’esenzione dalla tassa automobilistica per le vetture fino a 80 kW e per i motocicli. Una misura destinata a interessare circa 14,5 milioni di veicoli, oltre il 70% delle automobili in circolazione e la totalità dei motocicli secondo le stime diffuse dal Governo. 

L’annuncio arriva in una fase delicata per le famiglie italiane, alle prese con l’aumento dei costi della mobilità e con il prezzo dei carburanti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’intervento una risposta a una delle imposte più contestate dagli automobilisti.

«Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani», ha dichiarato Meloni dopo il via libera al provvedimento. 

La novità, tuttavia, richiede una lettura attenta. Il decreto stabilisce infatti l’esenzione per i pagamenti con scadenza nel 2027, mentre l’eventuale stabilizzazione definitiva dovrà passare dalla prossima legge di Bilancio. La differenza tra una cancellazione permanente e una misura annuale non è soltanto semantica: riguarda la certezza del beneficio per gli automobilisti e la programmazione delle finanze pubbliche.

Chi avrà diritto all’esenzione del bollo auto

Il provvedimento riguarda le persone fisiche che possiedono autovetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW. Il limite corrisponde a circa 109 cavalli, un parametro che comprende una parte consistente delle automobili utilizzate quotidianamente dalle famiglie.

L’esenzione interessa i versamenti della tassa automobilistica con termine ordinario compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Il beneficio non dipende dal reddito del proprietario, ma dalle caratteristiche del veicolo e dai requisiti previsti dal decreto. 

La regola centrale è una sola: ogni cittadino potrà usufruire di una sola agevolazione. Chi possiede più automobili compatibili con i requisiti non potrà quindi azzerare il bollo di tutti i veicoli.

Il criterio di scelta privilegia l’automobile con la potenza più bassa. In caso di pari potenza, l’esenzione riguarderà il veicolo per il quale il proprietario dovrebbe pagare l’importo più contenuto della tassa automobilistica. 

Un esempio concreto per gli automobilisti

Un cittadino che possiede due automobili, una da 55 kW e una da 75 kW, potrà ottenere l’esenzione soltanto per una delle due. Secondo i criteri previsti, il beneficio sarà attribuito alla vettura meno potente.

Il provvedimento non elimina dunque il bollo per ogni automobile intestata alla stessa persona. La norma costruisce un sistema di agevolazione individuale, con una selezione automatica quando esistono più veicoli potenzialmente beneficiari.

Restano fuori dal nuovo regime le vetture che superano la soglia degli 80 kW, salvo eventuali esenzioni già previste dalla normativa vigente. Anche il superbollo, l’addizionale erariale applicata alle automobili più potenti, non rientra nella misura annunciata. 

Motocicli e ciclomotori: come funziona l’agevolazione

Il decreto estende l’esenzione anche ai motocicli e ai ciclomotori alimentati a benzina o gasolio, compresi quelli che utilizzano una combinazione con un’altra fonte di propulsione.

Per i motocicli, però, il testo introduce una condizione precisa. Il proprietario non deve risultare soggetto passivo del bollo per alcuna autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. La presenza di un’automobile che rientra nella soglia può quindi incidere sulla possibilità di ottenere l’agevolazione per la moto. 

Anche per i motocicli vale il limite di un solo veicolo agevolato. Se il proprietario dispone di più mezzi compatibili, il beneficio si applica a quello con la potenza inferiore.

In caso di pari potenza, il criterio considera l’importo più basso del bollo ordinario. Per i ciclomotori, invece, la selezione segue un parametro differente: viene privilegiato il mezzo con la data di prima immatricolazione più remota.

Una distinzione tecnica che potrebbe richiedere chiarimenti applicativi, soprattutto per chi possiede contemporaneamente automobili, motocicli e ciclomotori. La norma, infatti, non concede una libertà assoluta di scelta, ma stabilisce criteri specifici per individuare il veicolo beneficiario.

Quanto costa l’abolizione del bollo auto allo Stato

L’esenzione comporta un costo stimato di circa 2,36 miliardi di euro per il 2027. La cifra rappresenta il valore finanziario dell’intervento e rende evidente la dimensione della misura, che coinvolge una platea particolarmente ampia di proprietari di veicoli. 

Il bollo auto costituisce un’entrata destinata principalmente alle Regioni e alle Province autonome. Per compensare la riduzione del gettito, il provvedimento prevede un trasferimento complessivo di circa 2,29 miliardi di euro agli enti territoriali nel 2027.

La ripartizione delle risorse spettanti a ciascuna Regione e Provincia autonoma dovrà essere definita entro il 31 marzo 2027. Il meccanismo punta a evitare che l’esenzione si traduca in una perdita finanziaria diretta per i bilanci regionali. 

La differenza tra il costo complessivo indicato nella bozza, pari a circa 2,36 miliardi, e il trasferimento previsto alle autonomie territoriali, pari a circa 2,29 miliardi, richiede una verifica puntuale del testo finanziario definitivo.

Le coperture e il nodo delle risorse del PNRR

Uno degli aspetti più delicati riguarda la copertura finanziaria dell’intervento. Le fonti di Governo hanno indicato anche il ricorso alle economie del Piano nazionale di ripresa e resilienza, riferite a sovvenzioni e prestiti non utilizzati entro la scadenza del 30 giugno 2026.

Il tema delle risorse europee aggiunge un elemento di complessità alla discussione. Il finanziamento di una misura fiscale attraverso economie del PNRR richiede infatti chiarezza sulla natura delle somme disponibili e sulle modalità con cui possono essere destinate alla compensazione del minor gettito. 

La bozza del provvedimento, nelle ricostruzioni diffuse il 16 settembre, non riportava inizialmente tutti i dettagli delle coperture. Sarà quindi il testo definitivo, insieme ai successivi atti attuativi, a chiarire l’architettura finanziaria dell’operazione.

Il Governo punta a rendere strutturale il taglio

L’esenzione nasce formalmente come misura riferita al 2027, ma l’esecutivo ha annunciato l’intenzione di renderla permanente. Giorgia Meloni ha parlato di un intervento strutturale, mentre la norma esaminata dal Consiglio dei ministri indica espressamente il periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. 

La stabilizzazione dovrebbe essere affrontata attraverso la prossima legge di Bilancio. Il passaggio sarà decisivo per capire se l’agevolazione diventerà un elemento permanente del sistema tributario oppure resterà legata a un singolo esercizio finanziario.

Il calendario politico rende il tema particolarmente sensibile. Le elezioni politiche italiane sono previste nel 2027 e alcune forze di opposizione hanno contestato la scelta di concentrare l’intervento proprio sull’anno elettorale, definendolo una misura di carattere elettorale. Si tratta di una valutazione politica attribuita agli avversari del Governo, non di un elemento che modifica i requisiti tecnici dell’esenzione. 

Per gli automobilisti, il punto concreto rimane la scadenza del 2027. La cancellazione definitiva del bollo, invece, dipenderà dall’iter legislativo successivo e dalle decisioni sulle coperture finanziarie.

Di Dario Lessa

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